È pronta e sta per essere depositata una richiesta di audizione urgente in Commissione Sanità, a firma dei consiglieri Domenico De Santis, Giovanni Vurchio e dell'assessora Debora Ciliento, sulla grave carenza di personale medico del sistema di Emergenza territoriale (SET) del 118 nell'Asl Bt e in tutta la Puglia - atteso che da notizie di stampa si apprende che tale carenza è comune a tutta la regione - rivolta al presidente della III Commissione consiliare, Felice Spaccavento, per un confronto con l'assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, la commissaria straordinaria dell'Asl Bt Tiziana Dimatteo e i rappresentanti sindacali dei medici.
«Sì tratta di una situazione che nella Bat rischia di compromettere la piena operatività delle postazioni fisse medicalizzate di Canosa di Puglia e Trani, presidi strategici per il territorio e fondamentali per il contenimento dell'overcrowding dei Pronto Soccorso aziendali», spiega De Santis.
«Come evidenziato dalla direzione del Servizio emergenza territoriale (SET) – aggiunge De Santis - l'attuale organico risulta insufficiente a garantire la copertura dei turni, con gravi ripercussioni su qualità e tempestività dell'assistenza sanitaria in emergenza-urgenza. Per rendere attrattivo il ruolo del medico di 118 bisogna intervenire sul compenso, il più basso in assoluto, prevedendo un emolumento aggiuntivo premiante, attingendo al fondo regionale già stanziato e previsto dall'ACN, quale misura urgente e transitoria nelle more della rimodulazione dell'AIR, al fine di rendere maggiormente attrattive le postazioni e scongiurare ulteriori abbandoni.».
«Per tutto questo, inoltre, ieri ho voluto verificare con i miei occhi la situazione nella postazione fissa medicalizzata di Canosa, dove ci sono tre soli medici di 118 che, insieme agli infermieri svolgono un lavoro eccezionale per gestire le emergenze del territorio gestendo 7200 accessi annui. Poco più di un mese fa - conclude De Santis - è stato scongiurato il pericolo che le postazioni di Canosa e Trani rimanessero chiuse nelle ore notturne, ma l'emergenza non è superata. Pertanto essendo in ballo il diritto alla salute dei cittadini e la tenuta stessa dell'intero sistema di emergenza - urgenza territoriale, è indispensabile un confronto istituzionale con tutte le parti coinvolte e i rappresentanti sindacali in Commissione Sanità».
«Sì tratta di una situazione che nella Bat rischia di compromettere la piena operatività delle postazioni fisse medicalizzate di Canosa di Puglia e Trani, presidi strategici per il territorio e fondamentali per il contenimento dell'overcrowding dei Pronto Soccorso aziendali», spiega De Santis.
«Come evidenziato dalla direzione del Servizio emergenza territoriale (SET) – aggiunge De Santis - l'attuale organico risulta insufficiente a garantire la copertura dei turni, con gravi ripercussioni su qualità e tempestività dell'assistenza sanitaria in emergenza-urgenza. Per rendere attrattivo il ruolo del medico di 118 bisogna intervenire sul compenso, il più basso in assoluto, prevedendo un emolumento aggiuntivo premiante, attingendo al fondo regionale già stanziato e previsto dall'ACN, quale misura urgente e transitoria nelle more della rimodulazione dell'AIR, al fine di rendere maggiormente attrattive le postazioni e scongiurare ulteriori abbandoni.».
«Per tutto questo, inoltre, ieri ho voluto verificare con i miei occhi la situazione nella postazione fissa medicalizzata di Canosa, dove ci sono tre soli medici di 118 che, insieme agli infermieri svolgono un lavoro eccezionale per gestire le emergenze del territorio gestendo 7200 accessi annui. Poco più di un mese fa - conclude De Santis - è stato scongiurato il pericolo che le postazioni di Canosa e Trani rimanessero chiuse nelle ore notturne, ma l'emergenza non è superata. Pertanto essendo in ballo il diritto alla salute dei cittadini e la tenuta stessa dell'intero sistema di emergenza - urgenza territoriale, è indispensabile un confronto istituzionale con tutte le parti coinvolte e i rappresentanti sindacali in Commissione Sanità».