martedì 24 marzo 2026 20:35

Fosse Ardeatine: il Presidente Mattarella ricorda i Martiri Vincenzo Saccotelli e Giuseppe Lotti

Cerimonia commemorativa questa mattina a Roma dell’82° anniversario dell’eccidio di 335 civili e militari italiani inermi

Sono risuonati questa mattina, martedì 24 marzo a Roma, i nomi dei 335 civili e militari italiani inermi, trucidati nell'eccidio delle Fosse Ardeatine.
Anche quest'anno il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, insieme alle alte cariche dello Stato, ha partecipato alla cerimonia commemorativa dell'82° anniversario di uno degli episodi più sanguinosi della II guerra mondiale.

Dopo la deposizione da parte del Capo dello Stato di una corona sulla lapide che ricorda i Caduti del 24 marzo 1944, sono intervenuti il Presidente ANFIM, Francesco Albertelli e Marco Trasciani, Segretario generale dell'ANFIM, che ha letto i nomi dei Martiri.

La commemorazione è proseguita con la preghiera cattolica recitata dal Mons. Gian Franco Saba, Ordinario Militare per l'Italia, e la preghiera ebraica officiata dal Rav. Riccardo Di Segni, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma. Al termine, il Presidente Mattarella ha reso omaggio, all'interno del Mausoleo Ardeatino, alle vittime dell'eccidio, raccogliendosi in preghiera.

In quei sacelli riposano i miseri resti di Giuseppe Lotti, antifascista nel Partito d'Azione arrestato dalla Squadra Speciale della Questura Centrale e di Vincenzo Saccotelli, antifascista nel Partito d'Azione arrestato dalla Banda Koch.

Con i Martiri andriesi Vincenzo Saccotelli e Giuseppe Lotti, sono riecheggiati anche i nomi (e proiettati i volti) dei diciannove Caduti pugliesi della strage compiuta dai nazifascisti in quella fredda mattinata del 24 marzo del 1944.

Sulla figura di un altro Martire delle Ardeatine, Roberto Rossellini, si ispirò alla figura di Don Pietro Pappagallo, sacerdote originario di Terlizzi, immortalato da Aldo Fabrizi nel capolavoro del neorealismo italiano "Roma città aperta".