domenica 26 aprile 2026 10:21

Adolescenti nella tempesta digitale: l’allarme del dirigente scolastico Savino Gallo

Depressione, autolesionismo e isolamento crescono in parallelo alla diffusione degli smartphone

Negli ultimi anni, nelle scuole italiane, qualcosa è cambiato in modo radicale e inquietante. A raccontarlo è l'andriese Savino Gallo, dirigente scolastico del Liceo Artistico "Federico II Stupor Mundi" di Corato, che dopo 17 anni di insegnamento e oltre 700 studenti seguiti tra il 1998 e il 2015, osserva oggi un fenomeno nuovo e allarmante: un flusso continuo di richieste da parte dei servizi sociali e della neuropsichiatria infantile per relazioni su comportamenti problematici di studenti, soprattutto studentesse.
Un fatto che, sottolinea, "fino a pochi anni fa non esisteva".

La scena che descrive è simbolica: una sala d'attesa della stazione di Corato sud, quindici adolescenti seduti, tutti con il capo chino sullo smartphone, nessuno che parla con il compagno accanto. Un'immagine che racconta più di molte statistiche.
Gallo ripercorre l'evoluzione del cellulare: da strumento costoso e limitato agli SMS, a partire dal 2010 diventa un piccolo computer tascabile, capace di ospitare applicazioni e soprattutto social media.
Un cambiamento che ha trasformato non solo le abitudini, ma la struttura stessa delle relazioni e della percezione di sé.
Oggi è quasi impossibile trovare un adolescente – e spesso anche un preadolescente – senza smartphone e senza profilo social. Ragazzine di dieci o undici anni che scattano selfie da pubblicare online sono ormai una scena quotidiana.
Il dirigente evidenzia un paradosso: genitori sempre più protettivi verso i pericoli del mondo reale, ma completamente disarmati – e spesso inconsapevoli – di fronte ai rischi del mondo virtuale.
Eppure, è proprio lì che si annida la vera "giungla": anonimato, aggressività, polarizzazione, assenza di freni inibitori.
Gallo richiama studi e documenti recenti che mostrano come le grandi aziende dei social media abbiano deliberatamente progettato piattaforme capaci di creare dipendenza, soprattutto nei più giovani.
Il loro obiettivo non è informare, ma trattenere l'utente il più a lungo possibile, perché il profitto nasce dal tempo trascorso online.

Lo "scroll compulsivo" diventa così il gesto simbolo di una generazione: un movimento ripetuto che altera la percezione del tempo, riduce la concentrazione e incide sulla memoria.
Non sorprende, infatti, che molti docenti segnalino un calo drastico dell'attenzione e della capacità di apprendimento.
I dati epidemiologici parlano chiaro: per oltre trent'anni, dal 1980 al 2012, i disturbi psicologici in età adolescenziale sono rimasti stabili. Poi, un cambio improvviso.
Depressione, ansia, autolesionismo, tentativi di suicidio: tutti in crescita vertiginosa, soprattutto tra le ragazze.
Il dirigente richiama il libro La generazione ansiosa di Jonathan Haidt (2024), che documenta incrementi impressionanti nel decennio 2010–2020:
- +145% depressioni
- +188% accessi al pronto soccorso per autolesionismo
- +167% tassi di suicidio
Dati riferiti alle adolescenti, e coerenti anche con le statistiche europee.

Per il dirigente Savino Gallo, la situazione è chiara: siamo davanti a un'emergenza nazionale.
E servono interventi concreti.
Propone due misure:
1. Limitare l'accesso ai social media ai minori di 16 anni, come già avviene in Australia.
2. Obbligare gli smartphone destinati ai minori a includere un sistema non disinstallabile che impedisca l'installazione dei social prima dei 16 anni e blocchi l'accesso ai siti pornografici.
Parallelamente, la scuola deve fare la sua parte: il Liceo Artistico "Federico II Stupor Mundi" avvierà iniziative di sensibilizzazione rivolte a genitori, studenti e docenti, per accendere i riflettori su un problema che, secondo il dirigente, non è ancora percepito nella sua reale gravità.