giovedì 28 maggio 2026 11:14 Luisa Sgarra

Il grido d’aiuto del diacono Michele Melillo: «Costretto a vivere con le porte sbarrate per i topi»

Accanto alle mura antiche di Andria un rudere di proprietà dell'Asl Bt rischia il crollo. Ma l'iter per l'alienazione e la pulizia dell'area resta bloccato

Un immobile che cade a pezzi, un contenzioso legale vinto ma rimasto sulla carta, un'emergenza igienico-sanitaria e il silenzio delle istituzioni. È la situazione in via Pendio San Lorenzo, a ridosso delle antiche mura storiche della città. A farsi portavoce della denuncia è Michele Melillo, diacono andriese e stimato artigiano di presepi.

La sua abitazione si trova accanto ai civici 59-61, una struttura di proprietà dell'Asl Bt completamente abbandonata. Lo stabile, che ha ospitato alcune famiglie fino al 2018, da oltre due anni è ridotto a un rudere pericolante e infestato.
Nel 2021, a causa delle pesanti infiltrazioni d'acqua che danneggiavano la sua proprietà, Melillo ha avviato un oneroso procedimento giudiziario. Il sopralluogo del Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU), nominato dal Tribunale di Trani si è chiuso con una condanna netta per l'Asl Bt, costretta a risarcire i danni e a eseguire le opere di risanamento.

Dopo i primi e parziali interventi da parte del Settore Tecnico della Asl Bt, tuttavia, la situazione si è bloccata. A nulla sono serviti i successivi tavoli tecnici: a febbraio 2024, i vertici dell'Ufficio Tecnico di via Fornaci (adesso situati in via Barletta) avevano fornito rassicurazioni, ribadite poi a marzo. Impegni che non hanno avuto seguito. Oggi l'edificio continua a riversare acqua nelle pareti del confinante e rischia il crollo. Al danno strutturale si aggiunge una situazione igienica critica. Lo stabile è diventato rifugio di gatti randagi, insetti e topi.

«Qualche tempo fa ho dovuto catturare un grosso ratto sul terrazzo – racconta Melillo – e ultimamente ne ho avvistato un altro in veranda. Sono costretto a tenere la porta d'accesso sbarrata per evitare che entrino in casa».
A peggiorare il quadro c'è la vegetazione incontrollata: l'erba parietaria ha raggiunto altezze record, creando forti disagi alle persone allergiche. Nonostante i riflettori accesi da servizi di Telesveva e di Telenorba – a seguito del quale l'ingegner Vaccaro dell'Ufficio Tecnico dell'Asl Bt, ha effettuato un sopralluogo confermando la gravità dei fatti – la disinfestazione e il taglio del verde non sono ancora stati eseguiti.

La soluzione definitiva per lo stabile dell'Asl sarebbe l'alienazione tramite la Regione Puglia, ma l'iter è fermo.

A pochissimi metri sorge un'altra area critica. Un tempo di proprietà della stessa azienda sanitaria, questo secondo immobile è passato a fine 2017 al Comune di Andria grazie a uno scambio tra i due enti. La precedente amministrazione aveva ipotizzato di realizzarvi un parcheggio, di circa trenta posti auto, ma il progetto è stato accantonato e lo spazio è rimasto abbandonato, tanto che il diacono ed alcuni residenti della zona hanno dovuto provvedere a ripulirlo a proprie spese.

La situazione rappresenta anche un danno d'immagine per la città: via Pendio San Lorenzo è infatti un punto di transito per i pullman turistici, i cui passeggeri si trovano davanti a uno scenario di forte incuria a pochi passi dal centro storico.
Melillo esprime forte delusione nei confronti della sindaca Giovanna Bruno, che avrebbe affrontato la questione in modo sbrigativo senza risolverla.

L'ultimo tentativo di farsi ascoltare è avvenuto la scorsa settimana in piazza Vittorio Emanuele II, durante un comizio alla presenza del già europarlamentare Antonio Decaro, oggi Presidente della Giunta Regionale. In quell'occasione, Melillo è riuscito a consegnare alla segretaria dell'ex sindaco di Bari un biglietto con il proprio numero di telefono e la richiesta di essere contattato. Nonostante le rassicurazioni della collaboratrice, non ha ricevuto chiamate, così come è rimasto in silenzio il Presidente della Regione. I residenti di via Pendio continuano ad aspettare, mentre l'area cede sotto i colpi dell'indifferenza burocratica.

«Mi auguro di poter essere ricevuto dal nuovo Direttore generale della Asl Bt, Alessandro Di Bello che è anche un ingegnere che che potrà certamente meglio comprendere la delicatezza e le assurde lungaggini legate a queste vicenda», conclude Melillo.