venerdì 05 giugno 2026 05:30

Caro carburanti, l’autotrasporto lancia l’allarme: «Le imprese non possono più assorbire i rincari»

Loconte, Confimpresaitalia BAT: «il diesel pesa fino al 35% dei costi aziendali. Servono misure strutturali per salvaguardare imprese e occupazione»

L'impennata dei prezzi dei carburanti torna a mettere sotto pressione il settore dell'autotrasporto, uno dei comparti strategici dell'economia nazionale e fondamentale per garantire la continuità delle filiere produttive e commerciali.
Secondo le rilevazioni delle associazioni di categoria e degli osservatori economici, il costo del diesel continua a registrare livelli particolarmente elevati, con ripercussioni dirette sui bilanci delle imprese di trasporto merci. Una situazione che desta forte preoccupazione soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, dove molte aziende operano quotidianamente sulle lunghe percorrenze verso il Centro e il Nord Italia.

A lanciare l'allarme è Vincenzo Loconte, rappresentante del settore Autotrasporti di Confimpresaitalia BAT.
«L'aumento del costo del gasolio sta diventando insostenibile per molte imprese del comparto. Le aziende pugliesi effettuano quotidianamente collegamenti con i principali poli industriali e logistici del Paese e ogni incremento del prezzo alla pompa si traduce immediatamente in maggiori costi operativi che difficilmente possono essere trasferiti alla committenza».
Secondo Loconte, il problema non riguarda esclusivamente la redditività delle aziende ma rischia di avere effetti più ampi sull'intero sistema economico.
«L'autotrasporto rappresenta l'anello essenziale della catena di distribuzione. Quando aumentano i costi del carburante aumentano inevitabilmente anche i costi logistici delle imprese manifatturiere, commerciali e agricole. Il rischio è quello di alimentare ulteriormente le pressioni inflazionistiche e ridurre la competitività del sistema produttivo italiano».
Le imprese del settore stanno già affrontando una fase complessa caratterizzata dall'aumento dei costi energetici, dall'incremento dei premi assicurativi, dai rincari dei ricambi e delle manutenzioni, oltre che dalla crescente difficoltà nel reperire personale qualificato.
«Molte aziende stanno resistendo grazie a una gestione estremamente prudente e sacrificando margini già ridotti. Tuttavia – prosegue Loconte – se questa situazione dovesse protrarsi nel tempo, alcune imprese potrebbero essere costrette a rinviare investimenti, ridurre la flotta o rivedere l'organizzazione del personale. È uno scenario che vogliamo evitare, ma che non può essere sottovalutato».
Confimpresaitalia BAT richiama pertanto l'attenzione delle istituzioni nazionali ed europee sulla necessità di adottare misure strutturali a sostegno del comparto.
Tra le richieste avanzate figurano il rafforzamento dei meccanismi di compensazione dei costi energetici, il potenziamento degli strumenti di credito alle imprese, incentivi per il rinnovo del parco veicolare e interventi finalizzati a garantire maggiore stabilità dei prezzi dei carburanti.
«L'autotrasporto non chiede assistenzialismo – conclude Loconte – ma condizioni che consentano alle imprese di programmare le proprie attività, investire e continuare a garantire un servizio indispensabile per l'economia del Paese. Difendere il settore significa difendere migliaia di posti di lavoro e la competitività delle nostre imprese».
L'allarme lanciato dagli operatori del comparto arriva in un momento particolarmente delicato per l'economia italiana, chiamata a confrontarsi con nuove tensioni internazionali e con un contesto energetico ancora caratterizzato da forte volatilità. In questo scenario, il costo del carburante continua a rappresentare una delle principali variabili che incidono sulla sostenibilità economica delle imprese di trasporto.