Superare le barriere tra istituzioni e cittadini per risvegliare l'energia di una comunità dal carattere storicamente forte, ma rimasta troppo a lungo bloccata in un limbo che ne ha frenato le enormi potenzialità. È questa la visione di Francesco Nicolamarino, neo assessore alla "Città Attiva" nella giunta guidata dalla sindaca Giovanna Bruno.
Nicolamarino non è un volto nuovo della politica locale, avendo già ricoperto il ruolo di consigliere comunale in due passate consiliature, prima sotto la guida di Vincenzo Caldarone e poi con Vincenzo Zaccaro. Oggi, alla sua prima esperienza in un ruolo esecutivo, ci tiene a fare una precisazione cruciale: la sua è una nomina di natura puramente tecnica e superpartes. Avendo coordinato per sei anni la lista civica "Andria 3", la scelta della sindaca è stata quella di affidargli deleghe vaste, trasversali e complesse al di fuori delle classiche logiche di segreteria politica, agendo nell'interesse esclusivo della collettività.
Il suo mandato spazia dall'Attuazione del Programma al Patrimonio, fino allo Sport e all'Impiantistica Sportiva. Proprio l'accorpamento delle deleghe allo Sport e all'Impiantistica rappresenta una scelta strategica precisa dell'amministrazione Bruno, finalizzata a creare una filiera unica. In questo modo le associazioni del territorio non dovranno più rimbalzare da un ufficio all'altro, ma avranno un solo referente con cui interloquire.
L'idea guida dell'assessorato è quella di trasformare Andria in una palestra a cielo aperto, valorizzando i parchi e gli spazi pubblici per incentivare discipline accessibili a tutti, come lo yoga o il semplice jogging, e promuovendo lo sport anche per la terza età. Si tratta di un'urgenza sociale per contrastare l'isolamento causato dall'uso distorto dei dispositivi digitali, riportando la comunità a riscoprire i valori della disciplina e dell'aggregazione. Per tracciare questa rotta, l'amministrazione convocherà prima della pausa estiva gli Stati Generali dello Sport, un momento di confronto essenziale per mappare ogni singola realtà locale.
L'orizzonte guarda poi all'autunno con l'idea di realizzare una Notte Bianca dello Sport nel centro cittadino, capace di trasformare le vie in un grande villaggio sportivo e culturale, accendendo i riflettori su quel sommerso associativo che merita spazio. Sul fronte delle strutture, la sfida si giocherà anche sulla disponibilità degli spazi scolastici grazie alla recente normativa nazionale di aprile, che impone alle scuole di aprire le proprie palestre al territorio nelle ore extra-scolastiche; un passaggio delicato che Nicolamarino intende gestire attraverso il dialogo costante con i dirigenti scolastici per contemperare le esigenze di tutti.
Parlare di impianti significa inevitabilmente fare i conti con la delega al Patrimonio e alle Manutenzioni, in un Comune che vive la delicata realtà finanziaria del predissesto. Con i margini del bilancio interno ridotti all'osso e l'impossibilità di accendere nuovi mutui, la parola d'ordine è fare di necessità virtù, ottimizzando le risorse esterne e i bandi regionali. È il caso del progetto da cinquecentomila euro presentato in Regione per il Palazzetto dello Sport, o degli imminenti interventi allo Stadio Degli Ulivi. Proprio per l'impianto calcistico cittadino, la Soprintendenza ha dato il via libera al restauro del portale monumentale, con lavori che partiranno entro quindici giorni per concludersi in meno di due mesi, restituendo la piena fruibilità a quel settore.
Per le ulteriori manutenzioni straordinarie dello stadio, l'assessorato sta studiando un'operazione di ingegneria finanziaria, puntando a devolvere vecchi mutui accesi in passato con Cassa Depositi e Prestiti e rimasti inutilizzati, sui quali l'Ente stava paradossalmente pagando gli interessi senza alcun beneficio. Nelle linee strategiche di Nicolamarino, il patrimonio comunale non va alienato per fare cassa, ma recuperato, valorizzato e tutelato. Nei suoi primi giorni di lavoro, l'assessore ha già sollevato il velo su diverse anomalie, individuando aree e superfici cedute al Comune da privati nell'ambito di vecchie lottizzazioni che, anziché essere destinate a servizi per i quartieri, sono rimaste recintate o utilizzate abusivamente da singoli. Una situazione non tollerabile, che l'amministrazione intende sanare restituendo questi beni alla città attraverso lo strumento dell'amministrazione condivisa, capace di coinvolgere i cittadini e il terzo settore.
Proprio al terzo settore e alle fasce più fragili guardano i progetti Pinqua, oggi confluiti nel PNRR, che stanno ridisegnando l'area dell'ex mercato ortofrutticolo. I tempi sono stringenti, poiché le opere principali dovranno chiudersi entro il trentuno agosto, con il completamento definitivo fissato per il trentuno ottobre. Sotto i fabbricati prospicienti via Ceruti troverà spazio la nuova sede dei Servizi Sociali, mentre all'ex mercato ortofrutticolo verranno anche pubblicati i bandi per l'assegnazione dei locali al piano terra alle associazioni – rispondendo alle necessità di realtà del volontariato locale alla ricerca di sedi più idonee e sicure – e, soprattutto, per l'attribuzione di circa cento alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati alle famiglie bisognose. Si tratta di un'accelerazione necessaria per evitare che la fine dei cantieri coincida con lunghi periodi di abbandono degli immobili.
Infine, la delega più complessa resta l'Attuazione del programma di mandato, che si traduce nella supervisione e nel ruolo di collante tra i vari assessorati. Nicolamarino è convinto che oggi la pubblica amministrazione debba superare i compartimenti stagni: l'urbanistica deve dialogare con le opere pubbliche e il marketing territoriale, così come la cultura deve connettersi all'economia. Il perfetto esempio di questa visione interdisciplinare è la misura Pon Metro Plus da nove milioni di euro. Di questi, tre milioni saranno destinati alle infrastrutture culturali all'interno dei vecchi box dell'ex mercato ortofrutticolo, mentre gli altri sei milioni finanzieranno la creazione di competenze, maestranze e professionalità legate al teatro, alla scenografia, alla musica e al cinema.
Questo grande progetto di rigenerazione urbana e sociale rappresenta anche una risposta indiretta alle emergenze del presente, intercettando quei gruppi di giovani che vivono in condizioni di fragilità e vulnereabilità sociale che spesso interessano le aree più marginali o trascurate della città. Si tratta di una questione complessa che l'assessorato intende monitorare con attenzione, working in stretta sinergia con i servizi sociali per offrire ai ragazzi spazi di espressione sani e alternative concrete di crescita.
Rifiutando gli slogan dei classici cento giorni, il lavoro del nuovo assessore tecnico si muove dunque tra rigore analitico e concretezza. Ma per far funzionare davvero la macchina pubblica e dare sostanza al concetto di "Città Attiva" serve la partecipazione. Proprio per accorciare ogni distanza con la cittadinanza e attivare un ascolto reale, l'assessore ha voluto mettere a disposizione un canale diretto: chiunque desideri fargli sentire la propria voce, proporre idee o segnalare criticità può scrivergli direttamente all'indirizzo di posta elettronica certificata istituzionale f.nicolamarino@cert.comune.andria.bt.it.
martedì 30 giugno 2026 08:00 Luisa Sgarra
Andria diventa "Città Attiva": la sfida oltre i partiti dell'assessore Francesco Nicolamarino
Trasparenza e trasversalità: «Superiamo i compartimenti stagni per risvegliare l'energia e le potenzialità della nostra comunità»