martedì 30 giugno 2026 15:38 Rossella Spada

La crescita di Futuro Nazionale ad Andria: le dinamiche del movimento sul territorio 

Tra richieste di sicurezza e identità nazionale, le motivazioni di professionisti e giovani donne che scelgono il partito di Vannacci al Sud

Da controverso fenomeno editoriale a movimento politico strutturato, il successo del libro "Il mondo al contrario" del Generale Roberto Vannacci ha dato vita a Futuro Nazionale (FNV).
Ad Andria, questo progetto sta trovando un terreno per molti versi inaspettato, trasformando i primi gruppi di sostenitori in veri e propri presidi sul territorio.
A fare da apripista è l'ingegner Francesco Rutigliano, alla guida del Comitato Costituente Andria 69, che porta avanti le istanze del movimento attraverso raccolte firme e incontri cittadini.
La crescita del partito sul territorio è continua, come dimostra la recentissima fondazione di un secondo nucleo, il Comitato 1341. A coordinarlo è Angela Zagaria, la quale però, contattata in merito a questo nuovo incarico, non ha voluto rilasciare interviste.
Ciò che salta all'occhio, osservando l'espansione di FNV, è l'evidente contraddizione politica e culturale: come fa un partito fondato da una figura che ha scelto di candidarsi in Europa con la Lega – forza politica storicamente ostile al Meridione – a fare breccia al Sud?
A tentare di sciogliere questo paradosso è lo stesso Rutigliano. Per l'ingegnere 53enne la scelta di seguire Vannacci nasce da una rilettura identitaria: "Non esiste Nord o Sud, esiste solo l'Italia", afferma, appellandosi alla storica floridezza del Meridione pre-unitario per giustificare l'adesione al progetto e smarcarsi dal passato leghista del Generale. L'azione di FNV sul territorio prova così a radicarsi su due pilastri: la tutela delle eccellenze agroalimentari, difendendo l'olio e i taralli andriesi, e un approccio rigido alla legalità. Con il Pacchetto Sicurezza, il movimento propone l'impiego del personale militare in ausiliaria per contrastare la microcriminalità nella provincia BAT, dai furti agricoli al disordine generato dalle bici elettriche nelle aree pedonali.
L'altro grande cortocircuito logico del movimento riguarda l'adesione femminile e giovanile, in aperto contrasto con le posizioni fortemente tradizionaliste espresse proprio nel libro del Generale.
A farsi portavoce di questa singolare prospettiva è Maria Sara Pollice, studentessa di soli 17 anni. Lontana dalle moderne rivendicazioni per la parità di genere e ferocemente critica verso la cosiddetta dittatura del politicamente corretto, la giovane rifiuta l'idea delle "quote rosa" chiedendo invece meritocrazia e sicurezza concreta, come una maggiore illuminazione urbana per passeggiare la sera senza paura.
"Nessuno vuole cancellare i diritti delle donne o farci tornare agli anni '50, vogliamo studiare e realizzarci", dichiara la studentessa, tentando di conciliare le proprie ambizioni personali con l'ideologia conservatrice del partito. "Oggi, se credi nella famiglia tradizionale o nella patria, vieni etichettata come retrograda. Ma in un mondo che sembra aver perso la bussola, i veri ribelli che vanno controcorrente siamo proprio noi".
Un cortocircuito generazionale e geografico emblematico, che dimostra come il movimento stia cercando di intercettare il malcontento e l'insicurezza cavalcando proprio le sue stesse, spiazzanti contraddizioni.