Nota del presidente Paolo Pagliaro e dei consiglieri del gruppo Fratelli d'Italia Tonia Spina (vicepresidente), Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Giampaolo Vietri.
"Nel 2025 in Puglia solo il 46,8% delle prescrizioni mediche di prime visite è stato realmente effettuato, vale a dire che più di un pugliese su due è andato dal proprio medico di base, si è fatto prescrivere una visita diagnostica, ma poi non si è presentato. Va detto che anche questa volta la Puglia ha la peggiore percentuale fra le Regioni del Sud (dati Agenas ricavati dalle tessere sanitarie). La domanda è semplice: il pugliese che non è andato nella struttura pubblica a effettuare la visita cosa ha fatto: ci ha rinunciato, o è andato dal privato? In entrambi i casi, a condizionare la scelta di non curarsi o di farlo a pagamento ci sarà stata la motivazione tempo: liste d'attese troppo lunghe e necessità di effettuare subito la visita.
A fronte di questo dato viene facile capire come si recuperano le lunghe liste di attesa, per le quali il presidente Antonio Decaro ci sciorina puntualmente i risultati: la metà dei chiamati ha rinunciato o ha provveduto diversamente. Quindi, invitiamo Decaro a evitare annunci-propaganda sulle liste del passato e a concentrarsi su come riuscire a garantire oggi prestazioni nei tempi previsti dalla ricetta.
È evidente che serva più personale sanitario per snellire le liste di attesa e qui si apre un altro capitolo: in Puglia le assunzioni ci sono state, ma più a scopo elettorale che per provvedere davvero all'assistenza. In passato, anche in un recente passato, abbiamo stigmatizzato la presenza dell'allora governatore Michele Emiliano e dell'allora assessore alla Sanità, Raffaele Piemontese, ma anche di qualche consigliere candidato al momento della firma del contratto di assunzione: ci appariva inopportuno politicamente, come dire: 'sono io che ti dò il lavoro e quindi sai chi devi votare'… Oggi questo rilievo – non sul piano politico, ma economico – lo fanno anche i giudici della Corte dei Conti che contestano, in particolare, alcune assunzioni/stabilizzazioni fatte in piena campagna elettorale.
Ci consola aver denunciato tutto a tempo debito? Certamente no, ci fa arrabbiare e non poco che a pagare, oggi, siano i pugliesi con un aumento dell'Irpef".
lunedì 27 luglio 2026 05:26
Nel 2025 un pugliese su due non si è presentato alla 1^ visita prescritta dal medico di base: o ha rinunciato a curarsi o si è rivolto al privato
La Puglia ha la peggiore percentuale fra le Regioni del Sud