"Anche sul versante del personale amministrativo, tecnico e ausiliario il ministro continua a battere la strada che porta al precariato". A lanciare l'allarme è Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia, che analizza i dati impietosi delle immissioni in ruolo per il personale ATA nella regione.
A fronte di 2.272 posti vacanti in organico di diritto, il Ministero ha autorizzato soltanto 808 immissioni in ruolo. Restano così a bocca asciutta ben 1.464 aspiranti, costretti ad attendere il proprio turno in graduatoria senza alcuna certezza o tempistica per il futuro.
Per coprire i posti vacanti residui e le necessità effettive delle scuole pugliesi, si farà massicciamente ricorso al lavoro a tempo determinato:
1.464 supplenze sui posti rimasti vacanti dopo le immissioni in ruolo;
1.713 supplenze su posti in deroga (legati al fabbisogno reale);
Totale: 3.177 supplenze, ben 574 in più rispetto allo scorso anno scolastico.
Nel dettaglio, l'analisi delle 808 immissioni in ruolo per profilo professionale evidenzia una situazione fortemente sottodimensionata:
31 Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi (DSGA)
178 Assistenti Amministrativi
64 Assistenti Tecnici
531 Collaboratori Scolastici
4 Altri profili
"Un quadro veramente imbarazzante – dichiara il segretario generale della Uil Scuola Puglia, Gianni Verga – se si pensa che ci sono tanti aspiranti in graduatoria per i quali si potrebbe schiudere un futuro stabile con uno sforzo economico irrisorio, garantendo al tempo stesso l'efficienza e l'efficacia dei servizi generali della scuola statale".
Secondo il sindacato, i costi per la stabilizzazione totale della platea sarebbero assolutamente sostenibili anche nell'attuale quadro di bilancio. Invece, si continua a privilegiare il turnover e a perpetuare il precariato.
"Il paradosso – conclude Verga – è che si alimenta proprio quel precariato che il governo dice di voler contrastare. Ancora una volta, nonostante gli annunci di facciata, arriva un segnale negativo che relega l'istruzione a fanalino di coda del Paese. Ancora una volta il Governo tradisce le sue stesse intenzioni di rilancio del sistema scuola, sacrificandolo sull'altare dei tagli indiscriminati e dei vincoli di bilancio".