martedì 01 settembre 2026 15:42

Uil scuola, sul calendario scolastico servono buon senso e confronto

Frontini e Verga: Anticipare le lezioni con temperature ancora elevate non è ragionevole

"Anticipare l'inizio delle lezioni di quasi dieci giorni rispetto al calendario scolastico regionale è una scelta che non tiene conto delle mutate condizioni climatiche e della realtà dei nostri edifici scolastici. Serve un confronto serio sulla data di inizio delle lezioni e in generale sul calendario scolastico, soluzioni comunque tampone a questo punto dell'anno, ma più che altro una riflessione attenta sullo stato dell'edilizia scolastica, che come Uil denunciamo da anni. Sono appena scaduti i termini del Pnrr: ebbene sarebbe interessante capire quante risorse sono state effettivamente investite, come sono state utilizzate e quale sarà effettivamente il loro impatto sulla qualità e sulla sicurezza degli edifici, del personale scolastico che ci lavora e degli studenti che li frequentano quotidianamente".
Lo dichiarano Stefano Frontini, segretario generale Uil Puglia e Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia.
"Settembre è ormai caratterizzato da temperature spesso molto elevate – continuano Frontini e Verga – e gran parte delle nostre scuole è priva di climatizzazione. Riportare con largo anticipo studenti e personale in aule roventi significa ignorare le reali condizioni nelle quali si studia e si lavora, condizioni peraltro ampiamente preventivabili. Per la UIL e la Uil Scuola Puglia il cambiamento climatico deve entrare nelle valutazioni che determinano il calendario scolastico. Allo stesso tempo, però, spostare eccessivamente in avanti l'inizio delle lezioni non può rappresentare la soluzione, perché rischia di trasformarsi in un serio problema sociale".
"Prolungare ulteriormente la pausa estiva significa mettere in difficoltà soprattutto le famiglie con entrambi i genitori lavoratori, quelle monoparentali e chi non dispone di reti familiari o delle risorse necessarie per sostenere a lungo i costi dei servizi estivi. Bisogna trovare un equilibrio tra condizioni climatiche, diritto allo studio e bisogni delle famiglie, tenendo conto anche della scarsità oggettiva di servizi di welfare pubblici".
"Sarebbe opportuno che le istituzioni aprissero subito un confronto con le organizzazioni sindacali. Il calendario scolastico non è una questione burocratica: riguarda la vita reale di studenti, lavoratori, famiglie, l'intera organizzazione dei servizi sul territorio. Ed è la conseguenza di buon senso programmatico, di interventi strutturali individuati con lungimiranza, di dinamiche concertative. Invece ad oggi non solo si continua a navigare a vista sul calendario scolastico, ma non è dato sapere con certezza se le risorse del Pnrr o comunque le risorse disponibili e messe in campo abbiano effettivamente tenuto conto delle variazioni climatiche e in generale delle effettive condizioni di precarietà degli istituti scolastici, efficientando gli edifici inidonei e migliorando le condizioni lavorative di dirigenti, docenti e personale Ata e la sicurezza di migliaia di studenti".