sabato 12 settembre 2026 05:25

Revisione Codice della Strada: Urban Mobility chiede integrazione art. 50 per contrastare fenomeno delle bici elettriche

Dal contrassegno identificativo alla copertura assicurativa, alle frecce ed allo stop per la frenata

Urban Mobility Associazione per il Mobility Management e la Mobilità Sostenibile di Andria, nell'ambito della consultazione avviata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) per la revisione del Codice della Strada e grazie alla partecipazione a RIME - Rete Italiana Mobilità Equa, ha presentato una proposta di modifica dell'articolo 50 finalizzata a rafforzare la sicurezza e la responsabilizzazione degli utenti delle biciclette a pedalata assistita.
La proposta prevede l'introduzione dell'obbligo di:

  • contrassegno identificativo (targa) per le biciclette elettriche;
  • copertura assicurativa RCA;
  • utilizzo del casco protettivo;
  • indicatori di direzione (frecce);
  • dispositivi di segnalazione della frenata (stop).
Tale iniziativa nasce dalle criticità riscontrate quotidianamente sul territorio. In particolare, la crescente diffusione delle cosiddette fat Bike, spesso oggetto di modifiche e manomissioni che ne alterano le prestazioni originarie, ha generato problematiche rilevanti sotto il profilo della sicurezza urbana e della circolazione stradale.
In molte realtà urbane si assiste infatti all'utilizzo di biciclette elettriche con caratteristiche tecniche non conformi ai limiti previsti dalla normativa vigente, in grado di raggiungere velocità incompatibili con quelle consentite ai velocipedi. A ciò si aggiunge la difficoltà per gli organi di controllo di identificare conducenti e proprietari dei mezzi, soprattutto nei casi di fuga, di utilizzo da parte di soggetti minorenni o di coinvolgimento in incidenti e comportamenti pericolosi.
L'assenza di un sistema di identificazione univoco del veicolo limita significativamente l'efficacia delle attività di vigilanza e accertamento, rendendo spesso impossibile risalire ai responsabili delle violazioni. Una situazione che rischia di compromettere gli obiettivi di sicurezza stradale e di corretta convivenza tra le diverse forme di mobilità.
Secondo Urban Mobility, l'introduzione di strumenti analoghi a quelli già previsti per i monopattini consentirebbe di migliorare la tracciabilità dei mezzi, agevolare l'azione delle Forze di Polizia e garantire maggiori tutele a tutti gli utenti della strada, senza penalizzare la diffusione della mobilità sostenibile.
"Promuovere la mobilità sostenibile significa anche garantire regole chiare, sicurezza e responsabilità. Le biciclette elettriche rappresentano una risorsa importante per la transizione verso modelli di mobilità più efficienti e meno impattanti, ma è necessario affrontare con pragmatismo le criticità emerse negli ultimi anni, soprattutto con riferimento ai mezzi manomessi e all'impossibilità di identificare i responsabili di comportamenti pericolosi." – condivide il direttivo dell'associazione.
Urban Mobility auspica che le osservazioni presentate possano contribuire al dibattito istituzionale e alla definizione di un quadro normativo più efficace, capace di coniugare lo sviluppo della mobilità sostenibile con la tutela della sicurezza stradale, degli utenti vulnerabili e delle comunità locali.