La Consulta delle Aggregazioni Laicali - Regione Puglia, Associazione Medici Cattolici Italiani, la Commissione Regionale di Pastorale Familiare, il Forum delle Associazioni Familiari di Puglia, l'Unione Giuristi Cattolici di Puglia e l'Azione Cattolica Italiana - Puglia esprimono piena condivisione e sostegno all'esortazione dei Vescovi delle Chiese di Puglia sul tema del fine vita.
«In un momento nel quale il dibattito pubblico torna a confrontarsi su questioni che toccano il valore della vita, la dignità della persona e la responsabilità delle istituzioni, riteniamo particolarmente importante il richiamo dei Vescovi a un confronto serio, competente e rispettoso, lontano da semplificazioni ideologiche e contrapposizioni elettorali.
La sofferenza di una persona gravemente malata e quella delle famiglie che la accompagnano non possono essere ridotte a una questione normativa. Dietro ogni scelta sul fine vita ci sono persone, relazioni, fragilità e famiglie che spesso affrontano la malattia nella solitudine e nella fatica quotidiana. A queste persone e a chi si prende cura di loro deve andare innanzitutto l'attenzione della comunità e delle istituzioni.
Condividiamo in particolare l'affermazione secondo cui, tra l'accanimento terapeutico e l'anticipazione della morte, esiste uno spazio decisivo: quello della cura della persona.
È su questo terreno che chiediamo alla Regione Puglia di concentrare prioritariamente il proprio impegno: garantire in modo effettivo e omogeneo l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, all'assistenza domiciliare, agli hospice, al sostegno psicologico e sociale e all'accompagnamento delle famiglie e dei caregiver.
Non si tratta di negare la dignità della persona quando non è più possibile guarire. È esattamente il contrario: significa riconoscere che la dignità non dipende dall'autosufficienza, dalla salute o dalla capacità produttiva di un individuo , ma appartiene ad ogni persona fino all'ultimo istante della sua esistenza.
Come associazioni impegnate, ciascuna secondo la propria responsabilità e vocazione, nella promozione della persona, della famiglia, della salute, della partecipazione alla vita sociale e della solidarietà, sentiamo il dovere di ribadire che una società realmente inclusiva non può lasciare sola una persona nel momento della massima fragilità, né permettere che qualcuno arrivi a considerarsi un peso per gli altri.
Per questo facciamo nostra la domanda posta dai Vescovi: abbiamo fatto davvero tutto perché nessuno desideri morire perché si sente solo, abbandonato o si ritenga un peso?
È una domanda che interpella la politica, la sanità, i servizi sociali, le comunità, il volontariato e la coscienza di ciascuno di noi.
Chiediamo pertanto che il confronto sul fine vita in Puglia sia accompagnato da un investimento concreto nella cultura della cura, del sollievo del dolore e della prossimità, rafforzando la rete dei servizi e sostenendo le famiglie che troppo spesso diventano il principale presidio di assistenza senza disporre di adeguati strumenti e accompagnamento.
Siamo convinti che prendersi cura fino alla fine non significhi accanirsi contro la morte, ma nemmeno anticiparla. Significa non abbandonare, alleviare il dolore, accompagnare, sostenere e custodire la persona nelle sue relazioni, in altre parole "dare qualità alla vita quando non è più possibile aggiungerne quantità".
In questa prospettiva, le nostre associazioni intendono offrire il proprio contributo al confronto pubblico e istituzionale, affinché la Puglia possa diventare sempre più una terra nella quale nessuno sia lasciato solo, nessuno sia considerato un peso e ogni persona possa essere accompagnata con cura, rispetto e amore fino alla fine».
mercoledì 16 settembre 2026 05:09
Fine vita: «Scegliere la cultura della cura, nessuno sia lasciato solo»
La nota di movimenti e sodalizi a sostegno all’esortazione dei Vescovi delle Chiese di Puglia sul tema del fine vita