Mettiamo subito in chiaro una cosa: chi pensa, o chi fino a ieri mattina pensava che il solo cambio di guida tecnica potesse come d'incanto risolvere in una sola partita i seri problemi di questa Fidelis Andria, e per di più in casa di quella che probabilmente è la squadra più forte del girone H di Serie D, con tutto il dovuto rispetto, crediamo abbia una visione piuttosto superficiale di come gira il calcio.
In casa della Turris Nicola Ragno non poteva schierare altro modulo se non un abbottonato 3-5-2, con l'intento di provare ad arginare l'avversario, ma soprattutto con il proposito di vedere una squadra per lo meno più compatta rispetto a quella quasi spezzata in due che abbiamo visto nelle prime quattro partite, con il risultato che, pur uscendo battuto dall'Amerigo Liguori di Torre del Greco, per lo meno non si sono viste le voragini difensive delle scorse partite, con le due reti della Turris venute fuori da due prodezze personali di Loiacono e D'Agostino, fermo restando il fatto che, specialmente in occasione del primo gol, la difesa andriese poteva sicuramente fare meglio.
Poi però ci sono i limiti strutturali di una Fidelis Andria che francamente nessuno, noi per primi, poteva immaginare così mal messa dopo cinque partite di campionato, primo fra tutti l'assenza di un regista.
Un problema che questa squadra si trascina in pratica dalla seconda parte della scorsa stagione, e che la società pare sia intenzionata ad affrontare possibilmente senza dover attendere la finestra di mercato di dicembre.
E poi c'è quello che é stato il verdetto del campo nella partita di Torre del Greco, che oltre a consegnarci nel secondo tempo una Fidelis di nuovo votata a scavalcare il centrocampo con pressoché inutili lanci lunghi, ci dice che dei cinque attaccanti in rosa, quello che sembra di gran lunga stare meglio è la "riserva" Kisseih, e che pur se fisicamente strutturati, sia Musy Hernandez che Ferraro non possono essere cercati sempre e solo con palle alte, che finiscono con l'essere sistematicamente preda dei difensori avversari.
Il centrocampo poi, oltre a soffrire l'assenza di un metronomo, in queste prime partite ha palesato grossi limiti nel fare filtro, perché se è vero che quello di D'Agostino è un vero e proprio eurogol, è altrettanto vero che sia Rinaldi che Bonavolontá si sono fatti saltare fin troppo facilmente dal numero dieci della Turris.
Sugli esterni poi, fatta salva l'indisponibilità del lungodegente Pio Schiavi, ad un Allushaj più costante e propositivo rispetto alla scorsa stagione, corrisponde un Nicolao che seppur apparso ieri in lieve crescita non ha di certo ancora reso come ci si aspettava, con il fantasma di Rocco Casiello che ancora aleggia pesantemente dalle parti del Degli Ulivi.
Senza contare poi il problema degli under, dove soprattutto in merito al 2008 da schierare, ancora non sono ben chiare le gerarchie tra Chiocca, Rinaldi e Soldani, con Di Pietro che non ha in pratica ancora visto il campo.
Questo è al momento il puzzle che Nicola Ragno dovrà provare a ricomporre quanto prima, a partire dal match di domenica con il Real Forio.
Una partita da provare a vincere in qualsiasi modo, senza se e senza ma, onde evitare che una classifica già pesantemente deficitaria inizi via via a diventare pericolosa.
lunedì 28 settembre 2026 06:00 Cosimo Campanella
Fidelis Andria: per Nicola Ragno un puzzle da ricomporre quanto prima
La sconfitta di Torre del Greco ha palesato i limiti strutturali di una squadra che il tecnico molfettese è chiamato a rivitalizzare