Il cibo che finisce nella spazzatura non è soltanto una questione di abitudini domestiche, ma rappresenta una perdita di valore che coinvolge l'intera filiera, dal campo alla tavola, quando in Puglia ogni anno finiscono nella spazzatura oltre 250 tonnellate di cibo e il 53% dei rifiuti alimentari proviene dalle famiglie, secondo i dati pubblicati dalla Regione Puglia. A denunciarlo è Coldiretti Puglia, in occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, che richiama l'attenzione sulla necessità di intervenire prima che il cibo diventi rifiuto, valorizzando il prodotto agricolo, riducendo le eccedenze e rafforzando i percorsi di recupero e redistribuzione.
Il rapporto Waste Watcher 2026 rileva infatti livelli di spreco più elevati tra le persone con minore potere d'acquisto, mentre nel Mezzogiorno lo spreco riguarda soprattutto le pietanze cucinate in eccedenza, a partire dalla pasta cotta. Per Coldiretti Puglia la risposta non può essere affidata soltanto alla responsabilità individuale, occorre agire sulla capacità di programmare gli acquisti, sulla corretta conservazione degli alimenti, sulla valorizzazione dei prodotti freschi e stagionali e, soprattutto, sulla possibilità di recuperare le eccedenze prima che diventino rifiuti.
Dietro ogni alimento buttato ci sono terra, acqua, lavoro e reddito agricolo – segnala Coldiretti Puglia - che vengono dispersi insieme al cibo, pertanto la battaglia contro gli sprechi deve partire dalla prevenzione e coinvolgere tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, fino alle famiglie. Il problema assume un significato ancora più forte in una regione nella quale il bisogno alimentare resta elevato, dove in Puglia il rischio di povertà alimentare riguarda il 14,8% delle famiglie, secondo i dati riportati dalla Regione Puglia.
Il quadro nazionale aggiornato al settembre 2026 mostra una riduzione dello spreco domestico. In Italia si è scesi a 493,7 grammi di cibo sprecato a persona ogni settimana, con una diminuzione dell'11,17% rispetto ai 555,8 grammi rilevati nell'agosto 2025. Nel Mezzogiorno, però, il dato resta più alto, a 507,9 grammi pro capite a settimana, mentre l'obiettivo indicato dall'Agenda 2030 è 369,7 grammi.
Il recupero delle eccedenze deve diventare parte strutturale di una filiera più efficiente, perché ciò che non viene più venduto non deve automaticamente diventare rifiuto, dove è ancora possibile recuperare un alimento, occorre creare le condizioni perché quel prodotto possa arrivare a chi ne ha bisogno. Un modello che trova una concreta applicazione anche nelle esperienze di Campagna Amica, attraverso il rapporto diretto tra agricoltori e cittadini, la valorizzazione delle produzioni locali e le iniziative di solidarietà alimentare come la Spesa Sospesa, che consentono di trasformare l'acquisto di prodotti agricoli in un gesto di sostegno alle famiglie in difficoltà.
Il vero spreco è perdere il valore del cibo prima ancora che arrivi sulla tavola - conclude Coldiretti Puglia - per questo servono più filiera corta, più recupero delle eccedenze e maggiore consapevolezza sul valore reale degli alimenti.
mercoledì 30 settembre 2026 05:07
Spreco alimentare: 250 tonnellate di cibo nella spazzatura in Puglia
Coldiretti Puglia: "Cresce il bisogno di cibo ed il rischio di povertà alimentare tocca il 14,8% delle famiglie"