"Fa sorridere, se non fosse una questione seria per l'intera comunità, leggere oggi dichiarazioni della maggioranza che sembrano voler scaricare su altri responsabilità che appartengono chiaramente a chi ha amministrato negli ultimi 6 anni.
La piscina comunale, infatti, è rimasta ferma per tutto il periodo in cui la prima Amministrazione Bruno è stata alla guida della città. Un dato politico inequivocabile, che non può essere cancellato con comunicati di circostanza né aggirato attraverso ricostruzioni di comodo. Se l'impianto è rimasto chiuso per tutti questi anni, è legittimo chiedere conto a chi ha governato delle scelte compiute, delle occasioni mancate e dei ritardi accumulati.
Ancora più grave è la continua ripetizione di annunci sulla riapertura. Anno dopo anno, sono state prospettate date, alimentate aspettative e annunciate ripartenze-tali da interessare per la sua comicità anche Striscia la Notizia-che, nei fatti, non si sono mai concretizzate. La piscina, però, è ancora chiusa. I cittadini non hanno bisogno dell'ennesimo annuncio, ma di risposte verificabili, di scadenze credibili e, soprattutto, di un impianto finalmente funzionante. Le promesse ripetute senza risultati rischiano di trasformarsi in una presa in giro per tutta la comunità.
Anche la scelta del project financing merita una riflessione seria e approfondita. Una soluzione che, nei fatti, ha aperto la strada all'ingresso di un soggetto privato nella gestione di un bene pubblico, con condizioni economiche che appaiono particolarmente vantaggiose per il concessionario, a fronte di un canone che riteniamo irrisorio e difficilmente giustificabile rispetto al valore dell'impianto e all'interesse collettivo che esso rappresenta. È doveroso chiedersi se questa fosse davvero la soluzione più conveniente per la città e se siano state adeguatamente tutelate le esigenze dei cittadini, l'interesse pubblico e la sostenibilità economica dell'operazione.
La piscina comunale non è un bene qualsiasi: è un servizio importante per le famiglie, per i giovani, per le associazioni sportive e per tutti coloro che credono nello sport come strumento di inclusione e crescita sociale. Per questo, ogni decisione sulla sua gestione deve essere improntata alla massima trasparenza, alla correttezza delle procedure e alla tutela esclusiva dell'interesse pubblico.
Proprio per queste ragioni, auspichiamo che la futura gestione sia caratterizzata da chiarezza e competenza.
Chi ha amministrato in questi anni ha il dovere politico di rispondere dei ritardi e delle scelte compiute. E chi oggi parla di futuro non può pensare di riscrivere il passato o di sottrarsi alle proprie responsabilità.
Infine prendiamo ancora atto che l'unità della maggioranza politica non c'è più, visto che la nota trionfante sulla futura apertura della piscina non l'hanno firmata né Avs né i 5 stelle. Azione, invece sì. Non è una novità ma che siano già spaccati a sinistra è un solito dato di fatto", conclude la nota dei gruppi consiliari di Fratelli d'Italia, Forza Italia e Andria Fatti Grande.
La piscina comunale, infatti, è rimasta ferma per tutto il periodo in cui la prima Amministrazione Bruno è stata alla guida della città. Un dato politico inequivocabile, che non può essere cancellato con comunicati di circostanza né aggirato attraverso ricostruzioni di comodo. Se l'impianto è rimasto chiuso per tutti questi anni, è legittimo chiedere conto a chi ha governato delle scelte compiute, delle occasioni mancate e dei ritardi accumulati.
Ancora più grave è la continua ripetizione di annunci sulla riapertura. Anno dopo anno, sono state prospettate date, alimentate aspettative e annunciate ripartenze-tali da interessare per la sua comicità anche Striscia la Notizia-che, nei fatti, non si sono mai concretizzate. La piscina, però, è ancora chiusa. I cittadini non hanno bisogno dell'ennesimo annuncio, ma di risposte verificabili, di scadenze credibili e, soprattutto, di un impianto finalmente funzionante. Le promesse ripetute senza risultati rischiano di trasformarsi in una presa in giro per tutta la comunità.
Anche la scelta del project financing merita una riflessione seria e approfondita. Una soluzione che, nei fatti, ha aperto la strada all'ingresso di un soggetto privato nella gestione di un bene pubblico, con condizioni economiche che appaiono particolarmente vantaggiose per il concessionario, a fronte di un canone che riteniamo irrisorio e difficilmente giustificabile rispetto al valore dell'impianto e all'interesse collettivo che esso rappresenta. È doveroso chiedersi se questa fosse davvero la soluzione più conveniente per la città e se siano state adeguatamente tutelate le esigenze dei cittadini, l'interesse pubblico e la sostenibilità economica dell'operazione.
La piscina comunale non è un bene qualsiasi: è un servizio importante per le famiglie, per i giovani, per le associazioni sportive e per tutti coloro che credono nello sport come strumento di inclusione e crescita sociale. Per questo, ogni decisione sulla sua gestione deve essere improntata alla massima trasparenza, alla correttezza delle procedure e alla tutela esclusiva dell'interesse pubblico.
Proprio per queste ragioni, auspichiamo che la futura gestione sia caratterizzata da chiarezza e competenza.
Chi ha amministrato in questi anni ha il dovere politico di rispondere dei ritardi e delle scelte compiute. E chi oggi parla di futuro non può pensare di riscrivere il passato o di sottrarsi alle proprie responsabilità.
Infine prendiamo ancora atto che l'unità della maggioranza politica non c'è più, visto che la nota trionfante sulla futura apertura della piscina non l'hanno firmata né Avs né i 5 stelle. Azione, invece sì. Non è una novità ma che siano già spaccati a sinistra è un solito dato di fatto", conclude la nota dei gruppi consiliari di Fratelli d'Italia, Forza Italia e Andria Fatti Grande.