Una intera grande piazza unita contro la crisi e il carovita.
Non un semplice grido di protesta, ma un'assunzione collettiva di responsabilità per costruire un futuro più giusto. Dalla mobilitazione pacifica che ha visto scendere in piazza cittadini, agricoltori, commercianti, sindacati, giovani e rappresentanti del mondo educativo e religioso, nasce ufficialmente il manifesto "Andria, città che si prende cura", un accorato appello per la sigla di un vero e proprio Patto sociale di comunità.
A spingere la cittadinanza a prendere parola è il peso schiacciante della congiuntura economica attuale. Il caro carburante, l'aumento dei prezzi dei beni essenziali, i salari insufficienti e l'escalation dei costi di bollette e casa stanno mettendo a dura prova la tenuta sociale della città. Una sofferenza trasversale che colpisce le famiglie costrette ai tagli, i pensionati, ma anche la filiera produttiva locale, in particolare il comparto agricolo e olivicolo e quello dei trasporti, dove la forbice tra costi crescenti e margini sempre più ridotti rischia di soffocare le imprese.
Il documento interpella direttamente le rappresentanze politiche ad ogni livello — dal Comune all'Unione Europea — chiedendo risposte immediate e concrete:
Stato di crisi e aiuti straordinari: Interventi rapidi per alleggerire la pressione di energia e carburanti su famiglie e attività economiche.
Maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e controlli severi contro le pratiche scorrette. Semplificazione e velocizzazione dell'accesso alle misure di sostegno per chi è in difficoltà. L'attivazione di un confronto stabile tra istituzioni, sindacati e categorie produttive per monitorare il territorio.
Ma la vera novità del testo risiede nella consapevolezza che le sole risorse pubbliche non bastino. I promotori chiariscono che la solidarietà spontanea non può sostituire la responsabilità politica, ma sostengono al contempo la necessità di una rete cittadina di prossimità.
Da qui nasce una serie di impegni precisi firmati dalla comunità: sostenere chi non riesce a pagare le utenze o a fare la spesa, valorizzare le produzioni e il commercio di prossimità, coinvolgere attivamente i giovani nei processi di cittadinanza e mantenere viva la mobilitazione civica anche a riflettori spenti.
«Non siamo trasparenti, abbiamo volti, storie e speranze», si legge nel testo conclusivo del manifesto. «Vogliamo fare rumore senza danneggiare e pretendere ascolto senza prevaricare».
Il messaggio lanciato da Andria è chiaro: la solidarietà non è un gesto episodico, ma una forza politica ed economica capace di trasformare la preoccupazione del singolo in una rinascita collettiva. La sottoscrizione del Patto rimane aperta a tutta la cittadinanza.
mercoledì 21 ottobre 2026 21:15
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