Ci sono musiche che sembrano conservare la memoria dei luoghi attraversati, il respiro delle città di chi le ha abitate. Ed è da questa geografia di suoni e suggestioni che prende forma «Navigatio Italica», il concerto della formazione catalana Compagnia Astrolabi, attesa per tre appuntamenti nel festival internazionale di musica antica "Anima Mea" diretto da Gioacchino De Padova: domenica 1° novembre ad Andria (presso la chiesa di Sant'Anna, nel centro storico), con inizio alle ore 20.30.
Si tratta della diciottesima edizione di questo progetto "Anima Mea", organizzato dall'associazione L'Amoroso con i contributi del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e dei Comuni di Bari, Palo del Colle e Sannicandro di Bari, il sostegno della Camera di Commercio di Bari e della Fondazione Puglia e il patrocinio di Rai Radio 3.
Il progetto si configura come una traversata musicale attraverso l'Italia del Seicento, da Napoli a Venezia, passando per Roma, sulle tracce di Claudio Monteverdi e di una stagione in cui, tra tardo Rinascimento e primi vagiti barocchi, la musica permeava ogni dimensione della vita. Dalle cappelle e dai palazzi di papi, dogi, e duchi alle dimore dei Medici sino alle piazze animate da feste e spettacoli, il repertorio intrecciava devozione e intrattenimento, solennità e danza, dando voce tanto alle élite quanto alla vivacità popolare. Canzoni, balli e ciaccone restituiscono così il ritratto di un'Italia in cui il linguaggio musicale attraversava confini geografici e sociali, trasformandosi in una forma condivisa di espressione.
A guidare il pubblico in questo itinerario un ensemble specializzato nel repertorio antico composto da Jean Tubery al cornetto, cornetto muto e flauti, Gisele Lopez al violino barocco, Guillem Girones al clavicembalo e violoncello e Jordi Girones alla tiorba e alla chitarra barocca. La Compagnia Astrolabi accosta con il suo organico timbri luminosi e colori intimi, affidando agli strumenti il compito di evocare atmosfere, danze e paesaggi sonori di un'epoca in cui la scrittura musicale si nutriva di libertà espressiva e raffinatezza inventiva.
Il viaggio prende idealmente avvio a Napoli con le architetture virtuosistiche di Giovanni de Macque, le danze e le fantasie di Andrea Falconieri e le variazioni di Diego Ortiz. La tappa romana attraversa le invenzioni tastieristiche di Girolamo Frescobaldi, le sonorità della tiorba di Girolamo Kapsberger, l'espressività vocale di Stefano Landi e il ritmo travolgente della Tarantella di Athanasius Kircher. Il percorso raggiunge quindi Firenze con le Arie di Fiorenza, affidate alle pagine di Emilio de' Cavalieri, Carlo Calvi e Giovanni Battista Ferrini. Insomma, un itinerario per riscoprire la ricchezza di un patrimonio musicale in cui canti, danze e preghiere restituiscono la vitalità di un'Italia del passato capace di parlare al presente.