"Apprendo a mezzo stampa dell'esistenza del sedicente comitato "Lasciare un segno" e delle accuse rivolte al Partito Democratico di Andria circa una presunta gestione "chiusa" della fase precongressuale.
Tralasciando la singolarità di scoprire l'esistenza di un Comitato mai formalmente costituitosi — i cui firmatari risultano, per la gran parte, sconosciuti alla vita e alla comunità politica del nostro circolo — sento il dovere di rispondere nel merito delle loro surreali richieste.
- Il rispetto delle regole non è "arroccamento", ma garanzia di democrazia. Il comitato invoca la riapertura dei termini del tesseramento, ma probabilmente i componenti dello stesso non sanno che il tesseramento online è già aperto a chiunque voglia aderire ai principi, ai valori e al percorso politico del PD e che c'è già una convocazione formale dell'assemblea per definire data del congresso e commissione per il tesseramento anche cartaceo. Ricordiamo a chi scrive senza conoscere le procedure che il circolo di Andria sta semplicemente applicando con rigore il regolamento congressuale approvato dalla Direzione Provinciale sulla base dello Statuto nazionale del PD. Riaprire le porte a ridosso del congresso significherebbe, invece, avvallare un modus operandi che non condivido, quello del "tesserificio" che va' a favorire solo logiche di parte a colpi di tessere vuote. Le regole si rispettano, non si riscrivono a uso e consumo di chi si affaccia al partito solo quando c'è da contendere una poltrona.
- Per quanto riguarda il principio dell'unanimità camuffato da ricatto politico ritengo che sia singolare — e politicamente inaccettabile — la pretesa secondo cui ogni decisione strategica non assunta all'unanimità sarebbe "la prova provata" di logiche di potere personali. Pretendere l'unanimità significa invocare il diritto di veto di minoranze estemporanee per bloccare la vita democratica del partito. Il PD si regge sul confronto democratico e sul voto degli organi statutari, non sui diktat di chi vorrebbe paralizzarlo imponendo veti incrociati.
- I fatti smentiscono le parole. L'accusa di essere chiusi "nelle stanze dei comitati elettorali" fa sorridere se paragonata alla realtà dei fatti. Il Partito Democratico di Andria ha già avviato da tempo un processo serio e tangibile di inclusione della società civile. La prova plastica di questa apertura è la composizione del nostro gruppo consiliare, oggi arricchito e rappresentato da personalità provenienti dall'esperienza civica. Ci tengo anche ad evidenziare che il risultato elettorale del PD di Andria è un risultato storico che dimostra il lavoro di aggregazione e apertura portato avanti in questi anni.