
Prestazioni aggiuntive e abbattimento liste d'attesa, interviene la Federazione del CIMO/Fesmed della Asl Bt, attraverso il suo il Segretario dott. Luciano Suriano.
"In merito alle recenti dichiarazioni pubbliche del Governatore neo-insediato, on. Antonio Decaro, a cui questa sigla sindacale rivolge un augurio di buon lavoro, riteniamo doveroso intervenire per analizzare la fattibilità operativa di quanto annunciato.
Prima di discutere di piani straordinari, è necessario fotografare la realtà istituzionale in cui ci muoviamo. La Asl Bt, insieme ad altre quattro ASL pugliesi, versa da tempo in uno stato di commissariamento, priva delle figure chiave del Direttore Sanitario e del Direttore Amministrativo. Questa condizione ha generato una vera e propria paralisi amministrativa, dove la gestione è ridotta alla garanzia degli atti di stretta ordinaria amministrazione. In un simile contesto di incertezza e vacanza di governance, appare estremamente complesso, se non utopistico, immaginare una programmazione efficace per il rilancio delle prestazioni sanitarie.
Il problema delle liste d'attesa rappresenta una criticità storica e cronica che incide profondamente sulla vita dei cittadini pugliesi e, nello specifico, di quelli residenti nel territorio della Asl Bt. Il Governatore ha prospettato il ricorso a ogni istituto contrattuale e organizzativo, sia ordinario che straordinario (prolungamento orario e prestazioni aggiuntive), per migliorare la fruizione dei servizi. Sebbene tali intenzioni appaiano basate sulla conoscenza della materia, esse non risultano purtroppo innovative rispetto al passato.
Come CIMO BAT, intendiamo rilevare che tali soluzioni devono essere subordinate a una serie di interventi strutturali "a monte" che, finora, sono rimasti privi di riscontro.
Un corretto utilizzo dei codici di priorità per garantire una reale appropriatezza prescrittiva. Questo già consentirebbe, come da Lei già detto, una riduzione delle prescrizioni ; un confronto serio e costruttivo su come integrare realmente le prestazioni da garantire in tempi brevissimi per i pazienti ricoverati e urgenti afferenti dai reparti e dai pronto soccorso con le stesse prestazioni da erogare a pazienti ambulatoriali. Infatti queste due esigenze e criticità convergono e gravano contemporaneamente nella stragrande maggioranza dei casi sulla stessa Unità operativa.
Nella nostra ASL la carenza di personale in gran parte delle branche specialistiche è un dato di fatto noto. Attualmente, l'attività istituzionale ordinaria viene garantita quasi esclusivamente grazie al costante ricorso alle prestazioni aggiuntive da parte del personale in servizio.
Per uscire dall'impasse, ribadiamo la necessità di strumenti certi:
Piano delle Emergenze Ospedaliero: Chiediamo da anni l'istituzione di questo documento, fondamentale per monitorare l'organizzazione della rete ospedaliera provinciale.
Mappatura dei Servizi: Il Piano deve certificare i reparti operativi H24, quelli a sola attività diurna e quelli esclusivamente ambulatoriali.
Gestione delle Emergenze: Senza questa "fotografia" reale, come è possibile individuare i reparti che possono realmente sostenere prolungamenti orari o ulteriori prestazioni aggiuntive?.
Si impone un cambio di rotta necessario.
Non possiamo accettare che l'onere dell'evoluzione del sistema sanitario regionale, auspicato dal nuovo Governatore, ricada interamente sulle "ultime ruote del carro": quei professionisti medici e altri sanitari che, tra sacrifici e sudore, hanno garantito finora la tenuta del sistema.
La nostra disponibilità al confronto è sempre stata massima, ma se si vuole realmente portare un cambiamento, questo deve iniziare dall'alto, risolvendo la precarietà dei vertici aziendali e garantendo una guida amministrativa nel pieno delle sue funzioni. Il cambiamento passa anche attraverso il confronto con i medici e cioè con chi ogni giorno vive e affronta problemi di ogni genere e che prima di ogni altro vorrebbe risolvere", conclude il dott. Luciano Suriano, della Segreteria Fed.CIMO/Fesmed BAT.
