venerdì 06 marzo 2026 09:50

Dopo quarant’anni di servizio al comune di Andria, il silenzio: la lettera aperta di Savino Vurchio

«Mi sarei aspettato almeno un gesto di vicinanza, una parola, un segnale umano da parte dell'Amministrazione comunale»

Lettera aperta da parte di Savino Vurchio all'Amministrazione Comunale e alla cittadinanza:

Mi chiamo Savino Vurchio e scrivo queste righe non solo per me stesso, ma anche per dare voce a un sentimento che porto dentro da tempo e che oggi sento il bisogno di condividere pubblicamente. Per quasi quarant'anni ho prestato servizio per il Comune di Andria come affissatore presso l'ufficio affissioni, prima con la ditta Agiap e successivamente con la Multiservice. In tutti questi anni ho svolto il mio lavoro con dedizione, puntualità e rispetto, cercando sempre di onorare il ruolo affidatomi e di contribuire, nel mio piccolo, al funzionamento della macchina amministrativa e al decoro della città. Chi mi ha conosciuto professionalmente sa che non sono mai venuto meno ai miei doveri. Purtroppo, circa un anno e mezzo fa, la vita mi ha messo di fronte a una prova difficile: una malattia oncologica che mi costringe a restare a casa, lontano dal lavoro e dalla quotidianità che per decenni ha scandito le mie giornate. È una battaglia dura, fatta di cure, attese e speranze, che richiede forza non solo fisica ma anche morale. Quello che però pesa quanto la malattia stessa è il senso di solitudine e di abbandono che provo. Dopo tanti anni di servizio, mi sarei aspettato almeno un gesto di vicinanza, una parola, un segnale umano da parte dell'Amministrazione comunale o di chi ha condiviso con me un percorso lavorativo così lungo. Invece ho avvertito solo silenzio e indifferenza. Non scrivo queste parole con rabbia, ma con amarezza e con il desiderio di far riflettere. Dietro ogni lavoratore c'è una persona, con la propria storia, la propria dignità e i propri sacrifici. E quando quella persona si trova in difficoltà, sentirsi ricordata e considerata non è un privilegio: è un atto di umanità. Spero che questa mia testimonianza possa essere letta non come una polemica, ma come un invito a non dimenticare mai il valore umano di chi ha dedicato gran parte della propria vita al servizio della collettività. Con rispetto, Savino Vurchio.