
Il consigliere regionale Giovanni Vurchio (Pd) ha partecipato ai lavori della IV Commissione del Consiglio regionale della Puglia, nel corso della quale si sono svolte audizioni dedicate a due questioni di particolare rilevanza per il sistema economico e produttivo pugliese: la crisi industriale del gruppo Natuzzi e la vicenda legata al tributo 630 e alle cartelle irrigue.
«Per me, si è trattato del primo momento di confronto istituzionale su questi temi in questa nuova consigliatura – ha dichiarato Vurchio – un passaggio importante per avviare un percorso politico e amministrativo che dovrà portare a soluzioni concrete».
Per quanto riguarda la crisi del gruppo Natuzzi, nel corso della seduta è emersa con forza la necessità che le istituzioni regionali svolgano fino in fondo il proprio ruolo di interlocuzione con il Governo nazionale e con l'azienda, con l'obiettivo di tutelare i livelli occupazionali e garantire il futuro industriale di un marchio che rappresenta una parte significativa della storia produttiva della Puglia.
Nel corso della Commissione è stata inoltre affrontata la questione del tributo 630 e delle cartelle irrigue, con l'audizione dell'assessore regionale all'Agricoltura e del Commissario del Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia. Dal confronto sono emerse le forti preoccupazioni del mondo agricolo rispetto al peso economico delle cartelle e alle disparità territoriali che si sono registrate negli ultimi anni.
«È necessario aprire un confronto serio e responsabile tra istituzioni e rappresentanze del settore agricolo – ha sottolineato Vurchio – per individuare una soluzione equilibrata. Una possibile strada potrebbe essere quella di valutare la sospensione temporanea della riscossione delle cartelle insolute, accompagnata da un impegno concreto dei consorzi di bonifica a realizzare gli interventi necessari sui terreni agricoli».
Il consigliere ha inoltre evidenziato la necessità di una maggiore attenzione alla rendicontazione delle risorse pubbliche destinate ai consorzi di bonifica, affinché vengano effettivamente utilizzate per la pulizia dei canali, la manutenzione delle pompe, degli impianti e delle condotte, oltre che per la difesa idraulica del territorio.
«Le cartelle relative al periodo 2014–2023 – ha precisato Giovanni Vurchio – non possono essere oggetto di un annullamento automatico, sia per la complessità della materia sia perché il contributo 630 è previsto dalla normativa nazionale».
