
Domenica 22 marzo, l'AVIS Comunale di Andria ha organizzato l'iniziativa "In ogni sport c'è un cuore che dona!", una doppia raccolta di sangue presso l'Ospedale "L. Bonomo" e lo Sporting Hb Center che ha visto la partecipazione attiva di atleti e cittadini. L'evento ha superato ogni aspettativa registrando 67 donazioni complessive.
I numeri parlano di una risposta straordinaria da parte della comunità: 33 donazioni raccolte presso il Centro Trasfusionale dell'Ospedale "L. Bonomo" e ben 34 donazioni effettuate sull'autoemoteca posizionata in via Firenze, presso lo Sporting Hb Center. Un totale di 67 gesti d'amore che raccontano una città capace di fermarsi, anche durante una giornata di gare, per pensare a chi soffre.
A colpire non è stata solo la quantità, ma la qualità della partecipazione. Tra i corridoi del centro sportivo e le sale dell'ospedale, si è distinta una presenza massiccia di donne, giovani e moltissimi nuovi donatori. Molti ragazzi hanno scelto proprio questa occasione per il loro "primo passo" nel mondo del volontariato. Lo sport si è confermato, dunque, l'alleato perfetto della salute, trasformando l'agonismo delle gare sociali di nuoto in pura responsabilità sociale.
«Organizzare due raccolte nello stesso giorno è stata una sfida importante, ma vedere così tanti giovani rispondere con entusiasmo ci riempie di orgoglio», spiega il Presidente dell'AVIS Comunale Andria, Vincenzo Zingaro. «Il nostro obiettivo era portare la cultura del dono laddove batte il cuore della città, tra le famiglie e gli sportivi, e la risposta di oggi ci dice che siamo sulla strada giusta». Un ringraziamento speciale va allo Sporting Hb Center, che non solo ha ospitato l'autoemoteca, ma ha voluto premiare la generosità dei donatori offrendo loro due ingressi omaggio per il nuoto libero. «Abbiamo voluto dare un messaggio forte», dichiara il titolare Emanuele Fortunato. «Vedere giovani atleti e genitori donare tra una gara e l'altra dimostra che lo sport è, prima di tutto, una scuola di vita e di solidarietà».
L'AVIS di Andria ringrazia di cuore ogni singolo donatore, il personale medico e i volontari che hanno reso possibile questo doppio appuntamento. La giornata del 22 marzo ha dimostrato che, quando la comunità si unisce, non esistono traguardi irraggiungibili. Perché, come recita il titolo dell'evento, "in ogni sport c'è un cuore che dona".

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