
«È arrivato da Roma il nostro Premio per la Pace.
Ma oltre il mio nome, questo riconoscimento appartiene a ogni singolo passo, a ogni giorno di fatica, a ogni respiro del Centro Zenith.
Non siamo perfetti.
Non lo siamo mai stati.
E ci sono momenti in cui sento che potremmo fare di più, essere di più.
Eppure, da 27 anni, siamo qui.
In piedi. Testardi. Vivi.
Ventisette anni non sono solo un numero: sono una vita intera spesa a credere in qualcosa che spesso il mondo sembra voler dimenticare.
Oggi, in un tempo così buio, scegliere la pace non è un gesto semplice.
È una scelta radicale.
È camminare controvento.
È restare umani quando tutto spinge verso il contrario.
Essere testimoni di pace significa questo:
andare in direzione ostinata e contraria
a chi urla distruzione,
a chi alimenta il caos,
a chi ha smesso di credere.
Noi non ci fermiamo.
Non ora.
Non dopo 27 anni.
Perché la pace non è un traguardo:
è una resistenza quotidiana».

