martedì 28 aprile 2026 15:19

Elezioni amministrative ad Andria, la candidata consigliera Angela Simone si presenta

Al fianco di Andrea Barchetta con Fratelli d'Italia

In vista delle prossime elezioni comunali di Andria, prende forma la candidatura di Angela Simone, insegnante e volto impegnato nel sociale, che ha scelto di scendere in campo con Fratelli d'Italia al fianco di Andrea Barchetta, a sostegno di Napolitano sidaco.

La candidata racconta le motivazioni della sua candidatura nella seguente intervista:

Angela, cosa l'ha spinta a candidarsi per il Comune di Andria?
Non è stata una scelta improvvisa. È il risultato di un percorso.
Da insegnante, vivo ogni giorno a contatto con persone reali, con i loro bisogni, le loro difficoltà, ma anche con le loro possibilità.
A un certo punto ho sentito che quello sguardo non poteva restare confinato dentro un'aula. La mia candidatura nasce da qui. Dalla volontà di portare nella città lo stesso senso di responsabilità, di ascolto e di concretezza. Non per occupare uno spazio, ma per assumermi un impegno.

I punti fondamentali del programma del suo partito
Le priorità sono chiare e tutte concrete: sicurezza, salute, gestione dei rifiuti e quindi il tema della Tari, l'inquinamento, la viabilità, e soprattutto il nodo irrisolto dell'ospedale. Sono questioni che incidono direttamente sulla vita quotidiana e che non possono più essere rimandate.
Dentro questo quadro, il contributo che sento di poter dare con maggiore forza riguarda il welfare, la salute e l'istruzione. Perché senza una reale tutela del benessere fisico, psicologico e formativo delle persone, ogni altra politica resta incompleta.
È necessario costruire un sistema integrato che metta davvero al centro la persona: più servizi per l'infanzia, a partire dagli asili nido, sostegno concreto alle famiglie, attenzione strutturata alle persone con disabilità e agli anziani, con servizi domiciliari e strutture adeguate.
Sul piano sanitario, è indispensabile rafforzare la medicina territoriale, rendere operative le case di comunità e affrontare con decisione la questione del nuovo ospedale, che non può restare un progetto sulla carta. È una necessità reale per la città e per tutto il territorio.
Accanto a questo, l'istruzione deve tornare a essere una priorità strategica: scuole vissute come presìdi educativi e sociali, più dialogo tra istituzioni e mondo scolastico, attenzione ai bisogni educativi dei ragazzi e supporto alle famiglie. Perché investire nella scuola significa investire nel futuro della città.
E, allo stesso tempo, è fondamentale sostenere chi si prende cura degli altri, i caregiver, con servizi concreti e continuativi.
Non interventi isolati, ma una rete che tenga insieme salute, assistenza, educazione e qualità della vita. Perché una città cresce davvero quando le persone stanno bene e hanno opportunità.

Di cosa ha più bisogno oggi la città?
Ha bisogno di tornare a funzionare nelle cose essenziali.
Oggi Andria è una città che appare in movimento, ma spesso resta ferma nelle scelte.
È percepita come meno sicura, meno curata, meno vissuta. E questo incide direttamente sulla qualità della vita delle persone.
Abbiamo bisogno di più cura, più sicurezza, più presenza.
Servizi che arrivano davvero nelle case, strade vissute e non abbandonate, persone che tornano a sentirsi parte di una comunità.
Perché il benessere non può essere ridotto a uno slogan, né a un racconto costruito per raccogliere consenso. Non si misura nei numeri di un video o nella visibilità di un momento.
Il benessere è una condizione quotidiana, fatta di presenza reale, di ascolto, di lavoro costante.
È stare dentro i problemi, non intorno ai problemi.
È esserci davvero, accanto alle persone, lì dove la vita accade ogni giorno.
Ed è da lì che una città ricomincia.

Quale direzione dovrebbe intraprendere Andria per il futuro?
Andria deve scegliere di diventare una città che si prende cura.
Una città che integra salute fisica, benessere psicologico e qualità della vita sociale. Una città che investe nelle persone fragili non come emergenza, ma come priorità. Una città in cui uscire, vivere gli spazi, sentirsi sicuri, torni a essere normale.
E soprattutto una città che torni a essere un richiamo. Non solo per chi ci vive, ma anche per chi è andato via e oggi non vede motivi per tornare.
Un richiamo fatto di serietà, di servizi che funzionano, di una visione chiara. Non di apparenza.
Andria può e deve tornare a essere una città che si sceglie, non una città da cui si scappa.