
Rendere concreto il concetto di risparmio energetico, per una visione di città predisposta alla tutela ambientale, ma soprattutto capace di utilizzare il denaro risparmiato per la gestione e la ristrutturazione di edifici pubblici. "Energia e futuro", infatti, è stato al centro di un incontro organizzato dal candidato sindaco del centrodestra, Sabino Napolitano, dove i numerosi partecipanti hanno ascoltato i consigli di una componente del cda di Gse (Gestore Servizi Energetici), oltre a fare tesoro dell'esperienza diretta del sindaco e dell'assessore di Pordenone, città leader a livello nazionale proprio per il risparmio energetico.
«Questo è un capitolo estremamente importante, che nella nostra città non sembra essere sfruttato per quanto riguarda l'utilizzo delle energie alternative – commenta Sabino Napolitano –. Dai primi dati si possono ottenere dei risparmi significativi da utilizzare nella nostra città e diretti verso altri capitoli di spesa. Per esempio, i risparmi possono essere utilizzati per le strutture sportive che si ritrovano in una situazione di precariato assoluto e che invece possono ritrovare nuova vita con una manutenzione ordinaria e una migliore gestione. E poi si può pensare anche di utilizzare i risparmi energetici per una riduzione della Tari che incide tanto sulle tasche dei cittadini andriesi».
Ad Andria ci sono 60mila metri quadrati di tetti appartenenti ad edifici pubblici dove possono essere sistemati impianti fotovoltaici, in grado di portare ad un risparmio stimato sul milione di euro all'anno sui consumi di energia elettrica. Impianti fotovoltaici che possono essere realizzati a costo zero, grazie ai fondi messi a disposizione da Gse, che il Comune di Andria non ha mai pensato di utilizzare fino ad ora. «Siamo diventati un paradigma della sostenibilità ambientale e ne siamo profondamente orgogliosi – commenta il sindaco di Pordenone, Alessandro Basso -. Così come siamo orgogliosi di sostenere un candidato come Napolitano, che ha immediatamente inteso la strada da percorrere, e lo fa su un territorio che ha evidentemente trascurato questo tema. Un obiettivo che intende perseguire con una squadra di persone motivate, preparate e capaci di cambiare il segno. Non partendo dalla coda bensì dalla testa, con modelli applicabili per il futuro».
Nel confronto di ieri, svolto nella sede del comitato di via regina Margherita, è stata tracciata la rotta verso una città più sostenibile, efficiente e pronta alle sfide del domani. Sono state analizzate anche soluzioni concrete per trasformare il patrimonio pubblico in una risorsa energetica. L'obiettivo è ambizioso: avviare le Cer (Comunità Energetiche Rinnovabili) per coinvolgere direttamente i cittadini e utilizzare strumenti come il conto termico, che può coprire fino al 65% delle spese per gli edifici pubblici e fino al 100% per le scuole. «Nel nostro modello di città abbiamo fatto un'operazione di rigenerazione importante alla quale si è affiancata una transizione energetica altrettanto importante – dice l'assessore all'Urbanistica di Pordenone, Lidia Diomede -. Siamo intervenuti sugli edifici pubblici e su quelli dismessi che abbiamo rigenerato, e lo abbiamo fatto con un'attenzione alla transizione ecologica».




