martedì 12 maggio 2026 08:25 Luisa Sgarra

Il cuore oltre i "pantaloni rosa": Teresa Manes abbraccia gli studenti della Vaccina

La "full immersion" andriese di Teresa Manes fa tappa all'istituto "Vaccina-Lotti-Della Vittoria". Tra analisi pedagogiche e racconti di vita, la comunità scolastica si stringe attorno al ricordo di Andrea per gridare "mai più invisibili"

Un'onda di partecipazione ha coinvolto l'intero Istituto Comprensivo "Vaccina-Lotti-Della Vittoria". Oltre 700 studenti hanno seguito la testimonianza di Teresa Manes, la madre che ha trasformato il dolore per la perdita del figlio Andrea — il quindicenne che nel 2012 si tolse la vita dopo essere stato vittima di bullismo e cyberbullismo per un paio di pantaloni rosa — in una missione di vita. Una parte della platea ha occupato ogni posto disponibile in auditorium, mentre il resto della comunità scolastica è rimasta collegata in diretta dalle aule, seguendo con estrema attenzione il racconto di una storia che oggi è un simbolo nazionale di lotta alla discriminazione.

A tessere le fila di questo intenso viaggio andriese è stata Francesca Attimonelli. Nella sua duplice veste di Dirigente Scolastica dell'I.C. e Presidente dell'AIMC di Andria, ha ribadito con forza la missione che unisce i suoi due ruoli: «Promuovere questi momenti non è un'attività accessoria, è l'anima stessa dell'educare. La scuola e le associazioni devono essere presidi dove il dialogo protegge e la riflessione diventa azione comune».

Teresa Manes ha analizzato con precisione i meccanismi del bullismo – intenzionalità, persistenza e asimmetria di potere – indicando nell'empatia l'unica vera bussola. Proprio l'empatia è stata la protagonista silenziosa della mattinata: tra i banchi, più di qualche sguardo si è velato di lacrime. In quegli occhi colmi di emozione si è percepito il peso di chi, ascoltando la storia di Andrea, ha forse riconosciuto frammenti del proprio vissuto. Un dolore composto, quasi sussurrato, che ha reso la testimonianza un momento di profonda guarigione collettiva.

Il momento forse più toccante della mattinata è arrivato quando la studentessa Carlotta Tursi si è avvicinata a Teresa Manes per donarle un dipinto realizzato a mano: un ritratto di Andrea con i suoi pantaloni rosa. Un gesto di rara sensibilità che ha profondamente colpito l'autrice. Le due si sono strette in un lungo e caloroso abbraccio, un'immagine potente che ha suggellato il legame indissolubile tra la memoria di un figlio perduto e la promessa di cura delle nuove generazioni.

Il valore di questo incontro si è manifestato pienamente nel gesto finale: Teresa Manes ha voluto raggiungere ogni singolo studente, passando tra i posti dell'auditorium per autografare i libri ai ragazzi rimasti seduti. Un contatto diretto e un gesto di vicinanza autentica che ha trasformato il firmacopie in un dialogo individuale.

Teresa Manes lascia Andria con un messaggio che è, al contempo, un monito e una speranza: il coraggio di parlare e di scegliere di "esserci" è l'unica strada affinché nessun ragazzo debba mai più sentirsi invisibile dietro un paio di pantaloni rosa.