
L'incontro ha segnato la conclusione di un percorso triennale promosso dal Garante regionale dei diritti del Minore, il Dott. Ludovico Abbaticchio, e ha visto come protagonista di questa sinergia l'Istituto Comprensivo "Vaccina-Lotti-Della Vittoria". Sotto la guida della Dirigente Scolastica, la Dott.ssa Francesca Attimonelli, l'istituto andriese ha integrato l'azione scolastica in una rete territoriale strutturata, superando l'isolamento dei singoli docenti nella gestione delle criticità quotidiane.
All'evento hanno preso parte le massime autorità civili, militari e scolastiche, i rappresentanti della ASL BAT e i vertici della neuropsichiatria, oltre a assistenti sociali e numerosi docenti, figure chiave che operano come "ponte" tra la scuola e il contesto familiare. Tra i relatori è intervenuta anche la Prof.ssa Maria Rosa Penetta, referente del tavolo tecnico del Garante dei minori.
Al centro del dibattito è stato presentato il Vademecum regionale con la relativa modulistica unica, operativa dal marzo 2025. Si tratta di uno strumento strategico che introduce una procedura collegiale per le segnalazioni: ogni caso viene analizzato da un team specializzato, garantendo così una maggiore tutela giuridica al personale scolastico e una base solida per l'azione legale del Dirigente. Il protocollo uniforma il linguaggio tra istituzioni scolastiche, Procure, Servizi Sociali e ASL, ottimizzando le risorse pubbliche e riducendo i margini d'errore nelle procedure giudiziarie.
Il Garante regionale, Ludovico Abbaticchio, ha sottolineato la gravità della situazione attuale, definendo il disagio giovanile un tema strategico nazionale: «In Puglia viviamo una situazione particolare, segnata anche da recenti eventi drammatici legati al bullismo e al cyberbullismo. La priorità assoluta è strutturare una nuova alleanza tra istituzioni, aziende sanitarie, scuole, famiglie e ambiti territoriali. La scuola è il punto di riferimento più importante dopo la famiglia ed è necessario riformulare progetti formativi per i ragazzi e per i genitori, mettendo il minore al centro di un percorso inclusivo».
Relativamente al lavoro del tavolo tecnico, Abbaticchio ha aggiunto: «Lavoriamo da tre anni all'omogeneizzazione di questa modulistica in tutta la Regione Puglia. Seguirà una fase di formazione che coinvolgerà attivamente enti locali e ASL. Abbiamo bisogno di una squadra di adulti istituzionali che consideri la salute dei ragazzi – intesa come benessere sociale – alla stregua dei piani urbanistici o ambientali. Ogni istituzione deve assumersi le proprie responsabilità in termini di bilancio, investimenti e personale competente. È fondamentale cambiare la cultura politica e rivolgere uno sguardo concreto alla famiglia, tutelando e affiancando i minori in difficoltà».
La Dirigente Scolastica dell'I.C. "Vaccina-Lotti-Della Vittoria", Francesca Attimonelli, ha ripercorso la genesi del progetto: «L'iniziativa nasce nel 2023 dall'idea condivisa di creare linee guida e una modulistica idonea a supportare il lavoro dei docenti, i quali sono spesso i primi a percepire i segnali di disagio degli studenti. Questo iter, attraverso la mediazione del dirigente scolastico, consente di trasmettere tempestivamente le segnalazioni alle autorità competenti. Il valore fondamentale di questo percorso risiede nella condivisione collegiale, che si traduce in una vera e propria corresponsabilità sia nella fase di osservazione del disagio sia nell'individuazione del corretto percorso istituzionale da seguire».
Significativa è stata la presenza delle Forze dell'Ordine, tra cui l'Arma dei Carabinieri, la Polizia Municipale e la Questura, rappresentata dalla Dirigente della Divisione Anticrimine, la Dott.ssa Francesca Falco. Nel suo intervento, la dottoressa Falco ha ribadito la massima attenzione degli organi di Polizia verso la tutela dei minori, evidenziando come il potenziamento dei servizi e degli interventi di prevenzione resti una priorità assoluta per la sicurezza e la salvaguardia del territorio.
L'incontro si è concluso con un animato dibattito che ha fatto emergere un nodo cruciale: la necessità di un maggiore coinvolgimento delle famiglie. Spesso, infatti, i nuclei familiari tendono a ignorare o a sottovalutare i campanelli d'allarme e i pericoli digitali e sociali a cui sono esposti i propri figli, rendendo ancora più urgente l'azione sinergica promossa dal protocollo

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