
"La scuola pugliese continua a pagare caro il prezzo delle politiche dei tagli indiscriminati al sistema scolastico nazionale. Ancora una volta, invece di investire nella qualità dell'istruzione e nella stabilizzazione del personale precario, si sceglie di fare cassa eliminando posti di lavoro indispensabili al funzionamento delle scuole". È quanto dichiara il Segretario Generale della UIL Scuola Puglia, Gianni Verga a margine dell'informativa ricevuta al tavolo regionale con USR Puglia.
"Consideriamo tali scelte ancora più incomprensibili se si considera che ogni anno vengono autorizzati circa mille posti in organico di fatto. Viene spontaneo, a questo punto, chiedersi quale sia il senso di tagliare quasi duecento posti stabili che, nei fatti, risultano invece necessari al funzionamento ordinario delle istituzioni scolastiche", prosegue Verga.
Per il prossimo anno scolastico, alla Puglia verranno sottratti complessivamente 190 posti di collaboratore scolastico, così distribuiti: Bari -55, BAT -19, Brindisi -19, Foggia -31, Lecce -38, Taranto -28. A questi si aggiunge il taglio di 18 posti di assistente amministrativo: Bari -5, BAT -2, Brindisi -2, Foggia -3, Lecce -4, Taranto -2.
"Particolarmente grave – sottolinea Verga – risulta il criterio utilizzato per la riduzione degli assistenti amministrativi, determinata dal decremento del numero di alunni registrato nella nostra regione. Una scelta che penalizza ulteriormente la Puglia, mentre altre regioni, come Emilia-Romagna e Lombardia, che non hanno subito cali demografici o che addirittura registrano un incremento della popolazione scolastica, mantengono o aumentano i propri organici amministrativi".
"Denunciamo con forza una politica miope che continua a scaricare sul Mezzogiorno e sulla Puglia le conseguenze della crisi demografica, senza affrontare il vero nodo sociale della desertificazione scolastica e territoriale, nel silenzio e nell'indifferenza della politica regionale. Le scuole pugliesi, soprattutto nelle aree interne e nei territori più fragili, avrebbero piuttosto bisogno di maggiore presenza dello Stato, di investimenti, di servizi efficienti e di personale stabile. Ridurre il personale ATA significa aggravare le condizioni di lavoro, aumentare i carichi per chi è in servizio e compromettere la qualità dell'offerta formativa e della sicurezza nelle scuole, con buona pace degli alunni e delle loro famiglie. Da parte nostra, non ci fermeremo e continueremo a batterci con ogni mezzo per contrastare ogni scelta che impoverisce la scuola pubblica e penalizza il diritto all'istruzione nei territori più esposti al disagio sociale e demografico", conclude Verga.
