sabato 13 giugno 2026 05:15

Scuola, la Flc CGIL Bat contro i tagli agli organici: "Classi fino a 30 alunni, a rischio il futuro del territorio"

Il duro attacco di Angela Dell’Olio, segretaria generale della Flc Cgil Bat

​La scuola pubblica nella provincia di Barletta-Andria-Trani vive, ancora una volta, gravi difficoltà e attacchi. Angela Dell'Olio, segretaria generale della Flc Cgil Bat, lancia un duro allarme contro gli effetti dei tagli agli organici imposti dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Una politica di austerità che, nel territorio, si traduce in chiusure di classi, riduzione dell'offerta formativa e la formazione di classi che raggiungono, in diversi istituti, i 30 alunni.
​Per Dell'Olio "non si tratta di semplici operazioni di razionalizzazione, ma di scelte politiche miopi che colpiscono direttamente il diritto allo studio, penalizzando gli studenti, le famiglie e l'intero personale scolastico".
La denuncia del sindacato si concentra su quattro aree di sofferenza che minano la qualità del sistema formativo provinciale:
- Chiusura di classi e sezioni. Nonostante la presenza di bisogni educativi complessi, la scure dei tagli sta cancellando presidi didattici fondamentali.
- ​Sovraffollamento. La formazione di classi con 28-30 alunni risulta incompatibile non solo con una didattica inclusiva e personalizzata, ma anche con le norme basilari di sicurezza degli ambienti scolastici.
- Tagli al personale. La riduzione dell'organico docente e ATA sta portando a un insostenibile aumento dei carichi di lavoro e a un peggioramento delle condizioni di servizio.
- ​Penalizzazione dei cicli base. A risentirne maggiormente sono la scuola dell'infanzia e il primo ciclo, ambiti dove la continuità educativa è la base fondamentale per il contrasto alla dispersione scolastica.
​"In un territorio già segnato da fragilità sociali e carenza di servizi – dichiara la segretaria generale Flc Cgil Bat – ridurre l'organico significa indebolire l'unico vero presidio democratico e culturale presente nelle nostre comunità. È inaccettabile che, mentre si sbandiera il principio del 'merito', si costringano le scuole a operare in condizioni che impediscono di garantire inclusione e sicurezza. La scuola pubblica non si taglia: si difende".
Il sindacato chiede un cambio di rotta immediato e avanza quattro richieste precise alle istituzioni competenti con il ripristino degli organici e l'assegnazione di posti adeguati ai reali bisogni delle scuole del territorio; la ​revisione del numero di alunni per classe allineandoli agli standard europei per garantire sicurezza e qualità e un immediato confronto istituzionale aprendo un tavolo immediato con l'Ufficio Scolastico Regionale e Provinciale per riconsiderare i parametri applicati nella BAT.
"Serve un piano straordinario di investimenti e risorse mirate per contrastare la dispersione e la povertà educativa. ​La nostra mobilitazione continuerà insieme alle RSU, ai dirigenti scolastici, al personale tutto e alle famiglie. La scuola pubblica è un bene comune: tagliarla significa compromettere il futuro delle nuove generazioni", conclude Dell'Olio.