lunedì 22 giugno 2026 06:00

Turismo, Gigia Bucci: "Tanti nodi da affrontare a partire dal lavoro povero"

Cgil Puglia: "Serve confronto e sostenibilità dei flussi"

"Sul turismo, che rappresenta oltre il 13 per cento del Pil regionale, crediamo sia necessario un tavolo vero di confronto con la Regione e tutti i soggetti coinvolti, per affrontare temi ineludibili a partire dalla qualità del lavoro che sviluppa il settore. In tal senso crediamo che i tempi della politica non possono essere quelli della necessaria programmazione, e pertanto crediamo che sia necessaria l'indicazione di un assessore al ramo, considerata la mole di lavoro che investe il Presidente in prima persona". È quanto afferma la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, commentando le decisioni di via Gentile dopo le dimissioni di Graziamaria Starace.
"Perché parlare di turismo oggi – aggiunge la segretaria della confederazione regionale del quadrato rosso – significa affrontare i temi della vivibilità dei territori, delle infrastrutture di mobilità, della sostenibilità ambientale, della connessione con settori quali la cultura e l'enogastronomia, di destagionalizzazione, della messa a valore delle are interne, dei processi di sovraturismo e gentrificazione che stanno investendo alcune realtà. Insomma discutere di qualità della vita dei cittadini non solo dell'esperienza del turista".


Con il lavoro che rimane la cenerentola di un settore che in Puglia ha visto quasi raddoppiare le presenze totali dal 2015, passate da 13,5 milioni a 22,4. "Sono numeri importanti che reclamano gestione e programmazione. "La Puglia da cartolina nasconde ancora tantissimo lavoro nero e grigio, rapporti stagionali e a termine, remota applicazione dei giusti contratti per quelle figure professionalizzate e quindi uno schiacciamenti verso il basso dei profili e dei salari", afferma Bucci.


I numeri parlano di una media per azienda (ristorazione e accoglienza) attorno ai 6 dipendenti. La punta massima di addetti complessivi nel periodo di agosto che supera le 90mila unità. "Conosciamo bene una realtà dove oltre il 40% degli addetti è sotto i 30 anni, in cui prevalgono rapporti a tempo parziale e stagionale ma spesso si lavora ben oltre gli orari previsti da contratto, dove è difficile anche ottenere il previsto giorno di riposo. I servizi ricettivi assorbono il 17% del lavoro mentre tutto il resto è nei pubblici esercizi. Servizi ricettivi dove le giornate retribuite sono mediamente 127 e sviluppano un reddito lordo di 14.500 euro. La ricchezza che determina il settore non esiste senza il lavoro e la buona occupazione e la qualità lavoro devono essere centrali nello sviluppo del turismo".


"Serve allora confronto, gestione e programmazione – conclude Bucci - anche per evitare gli effetti del sovraturismo incontrollato, favorito da locatori improvvisati, che hanno ricadute sulla qualità di vita dei piccoli e medi centri urbani che– per fare un esempio – si ritrovano a dover gestire un servizio di igiene urbana o di trasporto pubblico tarato per una popolazione tra 10-15mila abitanti e che decuplica le presenza tra luglio e agosto. In campagna elettorale tra le nostre proposte vi era quello di un osservatorio sul mercato del lavoro nel turismo. Noi crediamo che al netto delle prerogative del presidente della Regione, sia necessario dotare la giunta di un responsabile al ramo e avviare da subito un tavolo che guardi alla prossima stagione e affronti i nodi di un comparto fondamentale per la nostra economia".