
Una pendolare della tratta ferroviaria Andria/Bari, Antonia Vurchia, sente forte la vicinanza emotiva alle vittime di quel dodici luglio insanguinato.
"Sostengo vivamente che le emozioni vadano espresse in una dimensione che ognuno di noi reputa funzionale a questo ed io ho scelto la poesia".
Il treno degli ulivi del dodici luglio 2016
di Antonia Vurchio
Un binario disteso tra gli ulivi,
sotto il sole cocente di luglio,
legava le speranze dei più vivi
nel silenzio immobile del meriggio
che nel giorno dodici, presto, divenne buio.
Il ferro stride nel silenzio ardente,
l'impatto squarcia l'aria all'improvviso,
un urlo si solleva tra la gente,
spezzando la bellezza di ogni loro sorriso.
Un urlo di metallo e di terrore,
le lamiere si torcono nel groviglio
si fonde la speranza col dolore
in un tremendo e tragico subbuglio.
La forza cieca distrugge ogni vagone,
sotto il sole che immobile osserva,
si spegne in un istante la canzone
di una terra che il lutto ora conserva.
Erano lavoratori e studenti,
ognuno con un sogno da inseguire,
madri, giovani e cuori innocenti
andati incontro a un tragico ed ingiusto finire.
Ventitré vite spezzate in un lampo,
tra l'alluminio e la terra di Puglia,
il sangue ha tinto l'erba del campo
mentre il silenzio tutto ingarbuglia.
A chi oggi piange quel vuoto profondo,
stringiamo le mani in un muto abbraccio,
di fronte al dolore più grande del mondo,
mentre il ricordo si fa forte come acciaio.
di Antonia Vurchio
Un binario disteso tra gli ulivi,
sotto il sole cocente di luglio,
legava le speranze dei più vivi
nel silenzio immobile del meriggio
che nel giorno dodici, presto, divenne buio.
Il ferro stride nel silenzio ardente,
l'impatto squarcia l'aria all'improvviso,
un urlo si solleva tra la gente,
spezzando la bellezza di ogni loro sorriso.
Un urlo di metallo e di terrore,
le lamiere si torcono nel groviglio
si fonde la speranza col dolore
in un tremendo e tragico subbuglio.
La forza cieca distrugge ogni vagone,
sotto il sole che immobile osserva,
si spegne in un istante la canzone
di una terra che il lutto ora conserva.
Erano lavoratori e studenti,
ognuno con un sogno da inseguire,
madri, giovani e cuori innocenti
andati incontro a un tragico ed ingiusto finire.
Ventitré vite spezzate in un lampo,
tra l'alluminio e la terra di Puglia,
il sangue ha tinto l'erba del campo
mentre il silenzio tutto ingarbuglia.
A chi oggi piange quel vuoto profondo,
stringiamo le mani in un muto abbraccio,
di fronte al dolore più grande del mondo,
mentre il ricordo si fa forte come acciaio.
