lunedì 27 luglio 2026 15:44

Medicina specialistica ambulatoriale: "Altro che potenziarla, la giunta Decaro vuole affossarla"

Convocazione urgente della Commissione Sanità

"La Regione Puglia proclama di voler potenziare la medicina, specialistica ambulatoriale, ma di fatto la affossa. Non è un rischio ma una certezza, se verrà approvato il disegno di legge 119 del 10 luglio scorso della Giunta Decaro in materia di programmazione sanitaria, che all'articolo 4 prevede il parere preventivo del Dipartimento Salute prima che le ASL pubblichino le ore vacanti di medicina specialistica da coprire".

Lo dichiarano il presidente Paolo Pagliaro - con i consiglieri del gruppo Fratelli d'Italia Tonia Spina (vicepresidente), Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri".

"Per questo abbiamo chiesto la convocazione urgente della Commissione Sanità, per poter affrontare questo problema chiamando in audizione il presidente Antonio Decaro, l'assessore Donato Pentassuglia e il capo del Dipartimento Salute Vito Montanaro con il segretario regionale del Sumai, il sindacato più rappresentativo dei medici specialisti ambulatoriali, Giuseppe Spirto, che chiede il ritiro dell'articolo 4. Una richiesta che condividiamo e supportiamo, perché siamo convinti che il vaglio preventivo della Regione alla pubblicazione del monte ore di specialistica ambulatoriale sia una ghigliottina sulle ore di specialistica, che rischia di bloccare il ricambio e impoverire i servizi ambulatoriali, privando i cittadini dell'assistenza medica specialistica territoriale e allungando le liste d'attesa.
"La medicina specialistica ambulatoriale – che eroga prestazioni di diagnosi, cura, prevenzione e riabilitazione al di fuori del ricovero ospedaliero – rappresenta un anello di congiunzione fondamentale tra il primo livello di cura (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta) e l'assistenza ospedaliera vera e propria, svolgendo un ruolo cruciale per la sostenibilità del sistema sanitario e la qualità di vita dei pazienti. Tagliarle la medicina specialistica ambulatoriale significa tagliare servizi essenziali per i cittadini, soprattutto per le fasce più deboli che non possono permettersi visite specialistiche a pagamento.
"Inoltre, il disegno di legge calpesta gli articoli 20 e 21 dell'accordo collettivo nazionale siglato il 5 febbraio scorso, che disciplinano le procedure sulla disponibilità e l'assegnazione degli incarichi di specialistica ambulatoriale convenzionata interna. Ogni ora non riassegnata significa visite ed esami in meno, liste d'attesa più lunghe e cittadini costretti a rinunciare alle cure o a rivolgersi al privato.
"Perciò in Commissione ribadiremo che questo disegno di legge va fermato."