
Trasformare la memoria in un'azione concreta, il ricordo in una responsabilità collettiva. È questo il messaggio profondo che ha animato il convegno "Strade sicure per tutti", tenutosi venerdì 7 agosto nella suggestiva cornice del Chiostro di San Francesco ad Andria.
Nella sala del Chiostro, a rendere ancora più viva e profonda l'atmosfera dell'incontro, c'era un dettaglio da cui traspariva tutta la commozione della comunità: in prima fila, tre sedie lasciate simbolicamente vuote, ciascuna accarezzata da un omaggio floreale. Un gesto delicato per avvertire la presenza di Sandro, Antonio e Vincenzo proprio lì, seduti tra la loro gente, come a testimoniare che il loro ricordo non è un fatto del passato, ma una presenza viva che continua a guidare l'impegno di tutti.
L'appuntamento è stato organizzato dall'AVIS Comunale di Andria e dall'Associazione CicloAVIS Andria, con il patrocinio del Comune di Andria e di AVIS Provinciale BAT e in collaborazione con la Federazione Ciclistica Italiana, ad un anno esatto dalla tragica scomparsa dei tre ciclisti. Come sottolineato nel corso della serata, Sandro, Vincenzo e Antonio sono stati tre preziosi tasselli di positività all'interno di una comunità: una ferita ancora aperta per la città, per la comunità sportiva e per il mondo del volontariato andriese, ma che vuole assumere il significato di un impegno forte affinché una simile tragedia non debba mai più ripetersi.
Il programma dell'iniziativa, riassunto nel toccante claim "Tre vite, due impegni, una strada", ha unito due momenti simbolici e operativi: la Giornata della Donazione del Sangue, svoltasi il 3 agosto presso il Centro Trasfusionale dell'ospedale "Lorenzo Bonomo", e il tavolo di confronto e sensibilizzazione di venerdì sera.
«Potrebbe sembrare che un incontro sulla sicurezza stradale esuli dalla missione dell'AVIS, ma è esattamente il contrario: la nostra missione è tutelare la vita», ha sottolineato nel suo saluto d'apertura Vincenzo Zingaro, Presidente di AVIS Andria. «Lo facciamo promuovendo il dono del sangue, ma crediamo che la cultura della vita passi anche attraverso la prevenzione, l'educazione e la responsabilità».
Il ricordo dei tre ciclisti è stato al centro dell'intervento di Vincenzo Amelio (Presidente CicloAVIS Andria), il quale ha condiviso con i presenti piccoli e toccanti aneddoti personali di Sandro, Antonio e Vincenzo, ricordandone la passione sportiva, la dedizione al volontariato e l'impegno costante. Chi sceglie la bicicletta deve poter vivere la propria passione in sicurezza: l'obiettivo è tramutare questo profondo dolore in un impegno civico per sensibilizzare la cittadinanza alla corretta osservanza delle norme stradali.
All'incontro sono intervenute anche le istituzioni locali, con i saluti dell'avv. Giovanna Bruno, Sindaca di Andria e dell'assessore Francesco Nicolamarino
Il dibattito ha visto la partecipazione attiva dei vertici regionali e nazionali della Federazione Ciclistica Italiana (FCI), con gli interventi di Manfred Geier (Struttura Tecnica Regionale FCI Puglia), Ruggero De Facentis (Presidente provinciale FCI Puglia), Tommaso Depalma (Presidente Regionale FCI Puglia), Carmine Acquasanta (Vice Presidente Nazionale FCI) e il Comandante della Polizia Locale di Andria, il dott. Francesco Capogna.
Nel suo intervento, il Comandante Capogna ha tracciato un'analisi profonda su come il sacrificio di tre figli di Andria debba segnare un punto di svolta. Ricordando che nel mondo ben 1.500 grandi città sono riuscite ad azzerare la sinistrosità mortale, il Comandante ha spiegato che un simile risultato non si ottiene con una singola misura, ma attraverso l'azione sinergica di più fattori: formazione, infrastrutture adeguate, parco auto moderno e controllo del territorio.
A questo quadro Capogna ha affiancato la prospettiva tecnologica — con sensori in grado di far dialogare auto e biciclette a distanza per prevenire gli impatti — e i dati operativi di Andria, dove da inizio anno sono state comminate 22mila sanzioni. Un numero imponente che dimostra la presenza sul territorio ma conferma, come ribadito dallo stesso Comandante, che la sola repressione non basta senza una capillare educazione stradale.
L'incontro si è chiuso con un messaggio d'auspicio e di speranza, affinché le strade tornino a essere luoghi di condivisione e rispetto.
«Il cambiamento parte sempre dai comportamenti individuali». Se anche una sola persona, uscendo dal Chiostro di San Francesco, porterà con sé una maggiore attenzione verso chi è più vulnerabile, il sacrificio di Sandro, Antonio e Vincenzo avrà piantato un seme concreto per il futuro.
Dall'associazione AVIS e Ciclo Avis di Andria il messaggio è chiaro e risuona con forza: Per ricordare. Per sensibilizzare. Per cambiare. Noi continueremo a pedalare.

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