giovedì 13 agosto 2026 15:34

Accoltellato nella notte a 18 anni, Pd: "La violenza non si ferma con i decreti. La destra ha fallito"

L'intervento di De Santis e Catalano del Partito Democratico

«Le mani di un ragazzo di 17 anni non possono e non devono macchiarsi del sangue di un altro ragazzo, di 18 anni. Questo non deve più accadere».


Lo afferma il consigliere regionale e Segretario del Pd Puglia, Domenico De Santis, dopo l'uccisione di Cosimo Quagliarella, il 18enne di Andria accoltellato a morte durante una rissa a Trani.

«Non è più tollerabile continuare a rispondere a queste tragedie con slogan securitari, che hanno dimostrato soltanto quanto siano fallimentari. La destra al governo ha preferito la scorciatoia della repressione piuttosto che puntare seriamente su scuola e comunità educanti, che seminare futuro, investendo risorse strutturali per il sostegno psicologico nelle scuole, i doposcuola nei quartieri più difficili, gli educatori di strada. Serve interviene prima, sulle cause, sulla scuola, sul disagio, sulla mancanza di empatia e di prospettive, altrimenti la violenza non finirà», prosegue De Santis. E aggiunge: «La Regione Puglia sta già lavorando in una direzione diversa, con i progetti di educazione alla legalità e di contrasto alla dispersione scolastica, ma episodi come quello di Trani ci dicono che serve fare di più e più in fretta, a partire proprio dalla Provincia BAT dove oggi viviamo l'ennesimo lutto, nonostante il lavoro immane delle forze dell'ordine».
«Non possiamo permetterci un'altra generazione cresciuta con la propaganda del Governo nazionale, senza che nessuno le insegni davvero cosa significhi rispettare l'altro, serve una educazione diffusa alla legalità, come più volte, anche nei giorni scorsi, ribadito da don Angelo Cassano di Libera», conclude De Santis.
Sulla vicenda è intervenuto anche il responsabile delle Politiche giovanili e della Legalità del Pd Puglia, Guido Catalano: «Quanto accaduto a Trani è l'ennesimo episodio che il decreto Caivano non ha in alcun modo scalfito. Il Governo rincorre il consenso con l'inasprimento delle pene e misure spot, mentre lascia sole Regioni e Comuni nel lavoro quotidiano di prevenzione. Noi pensiamo al potenziamento dei presìdi di educazione alla legalità anche collaborando con l'Ufficio Scolastico Regionale. Ci impegniamo a portare in Consiglio regionale una proposta per rafforzare l'educazione civica e alla non violenza in tutte le scuole pugliesi. È questa l'alternativa netta alla linea securitaria imposta da Roma».