domenica 23 agosto 2026 06:09

Agricoltura: con il caldo intenso e le temperature elevate aumenta le presenza di organismi nocivi

Rischi per le produzioni agricole e costi crescenti per le imprese chiamate a monitorare e difendere le colture

Con il caldo intenso e le temperature elevate aumenta la pressione di insetti, acari e organismi nocivi sulle campagne pugliesi, con rischi per le produzioni agricole e costi crescenti per le imprese chiamate a monitorare e difendere le colture. Dalla mosca bianca degli agrumi al ragnetto rosso e alla Drosophila suzukii, il moscerino killer dei frutti rossi, le condizioni climatiche sempre più calde e siccitose possono infatti favorire la proliferazione di parassiti già presenti sul territorio e creare condizioni favorevoli alla diffusione di nuove emergenze fitosanitarie. A lanciare l'allarme è Coldiretti Puglia, con I bollettini fitosanitari regionali che segnalano la presenza di Tetranychus urticae e di altre specie di acari, rendendo necessario mantenere alta l'attenzione sullo stato delle colture.

La pressione degli organismi nocivi – sottolinea Coldiretti Puglia – si inserisce in un quadro agricolo particolarmente delicato per una regione che rappresenta una delle principali aree produttive italiane per ortofrutta, vite e olivo. L'aumento delle temperature, associato alla siccità e agli eventi climatici estremi, può alterare gli equilibri biologici e favorire la presenza e la proliferazione di parassiti, aumentando la necessità di controlli e interventi di difesa.

Tra le emergenze fitosanitarie pugliesi resta alta l'attenzione sull'Aleurocanthus spiniferus, la mosca bianca degli agrumi originaria dell'Asia che può colpire numerose specie vegetali e che interessa anche le colture agrumicole. Le condizioni climatiche favorevoli –spiega Coldiretti Puglia - possono consentire all'insetto di svilupparsi con più generazioni durante l'anno, rendendo necessario mantenere alta la vigilanza sulle colture. Resta inoltre la presenza della Drosophila suzukii, il moscerino killer dei piccoli frutti originario dell'Asia, che rappresenta una minaccia per le produzioni con frutti a polpa tenera. L'insetto può colpire il prodotto in prossimità della raccolta, provocando alterazioni e marciumi e compromettendone la qualità commerciale. Per questo il monitoraggio deve essere particolarmente attento nelle fasi che precedono la raccolta.

Tra gli organismi alieni presenti nelle campagne pugliesi c'è anche la cimice asiatica, insetto estremamente polifago capace di interessare diverse colture. Le punture provocano alterazioni sui frutti e possono comprometterne la qualità e la commerciabilità, con ricadute economiche per le imprese agricole. Sul fronte dell'olivicoltura, la minaccia più drammatica resta però la Xylella fastidiosa, che ha devastato il patrimonio olivicolo pugliese. Il batterio ha colpito milioni di ulivi e vaste aree del territorio regionale, con conseguenze produttive, economiche, ambientali e paesaggistiche enormi. La Xylella – rileva Coldiretti Puglia – dimostra in maniera drammatica quanto possa essere devastante la diffusione di un organismo nocivo quando non viene intercettato e contenuto tempestivamente. Per questo sono determinanti monitoraggio, campionamento, analisi di laboratorio e ricerca, soprattutto nelle aree ancora indenni, insieme al controllo dei vettori e all'individuazione precoce dei focolai.Un capitolo a parte riguarda proprio la sputacchina, insetto vettore della Xylella. Il controllo del vettore, insieme alle attività di monitoraggio e alle misure di contenimento, rappresenta uno degli strumenti fondamentali per rallentare la diffusione del batterio e proteggere le aree ancora indenni della regione.

Resta inoltre alta l'attenzione sul punteruolo rosso, il coleottero originario dell'Asia che ha provocato negli anni una vera strage delle palme, modificando il paesaggio di numerose aree urbane e costiere pugliesi. La sua diffusione rappresenta uno degli esempi più evidenti dei danni che le specie aliene possono provocare quando riescono a insediarsi stabilmente in un nuovo ambiente.

Nel comparto forestale e nelle aree interne permane anche il problema del cinipide del castagno, insetto alieno di origine asiatica che provoca la formazione di galle sui germogli, compromettendo lo sviluppo delle piante e incidendo sulla produzione di castagne. La sua presenza ha reso necessario il ricorso a strategie di contrasto biologico.
Il quadro pugliese – continua Coldiretti Puglia – conferma dunque che il cambiamento climatico non significa soltanto temperature elevate, siccità e maggiore frequenza di eventi estremi, ma anche una trasformazione degli equilibri naturali che può favorire la proliferazione di organismi nocivi. Il caldo, soprattutto quando accompagnato da condizioni di scarsa umidità, può creare condizioni favorevoli per alcuni parassiti già presenti, mentre gli scambi commerciali e la movimentazione di materiale vegetale aumentano il rischio di introduzione di nuove specie.

Diventa quindi sempre più urgente – sottolinea Coldiretti Puglia – rafforzare prevenzione, monitoraggio e ricerca, accelerando lo sviluppo di sistemi di difesa biologica e sostenibile e garantendo alle imprese agricole strumenti adeguati per affrontare le emergenze fitosanitarie. Serve inoltre maggiore efficacia nei controlli sull'ingresso di materiale vegetale e prodotti provenienti dall'estero, per evitare che organismi nocivi possano arrivare e insediarsi nelle campagne.

La lezione della Xylella – conclude Coldiretti Puglia – è drammatica ma inequivocabile: prevenire e intervenire tempestivamente significa proteggere il reddito degli agricoltori, le produzioni, il paesaggio e l'economia rurale pugliese. Le emergenze fitosanitarie non possono essere affrontate quando ormai sono diventate strutturali, ma devono essere intercettate e contrastate fin dai primi segnali.