mercoledì 26 agosto 2026 10:49

Chiusura del liceo "Carlo Troya" di Andria, l'intervento di Emanuele Quarta

«Chiudere i cancelli non basta. Ora la provincia dica anche con quali risorse interverrà»

«Il sit-in promosso da studenti, docenti e personale scolastico fotografa una situazione inaccettabile: un'intera comunità scolastica è stata privata della propria sede e, soprattutto, di ogni certezza sul futuro. L'ordinanza dispone la chiusura del liceo "Carlo Troya" fino al 13 settembre. La Provincia non può più eludere una domanda fondamentale: che cosa accadrà dal 14 settembre? Gli esami di recupero potranno svolgersi grazie alla disponibilità dell'Istituto "Jannuzzi", al quale va un sincero ringraziamento. Si tratta, però, di una soluzione temporanea, insufficiente a garantire l'avvio del nuovo anno scolastico», interviene il consigliere provinciale di Azione, Vittorio Emanuele Quarta.

«Restiamo in attesa degli ulteriori controlli annunciati, che dovranno stabilire se l'edificio potrà essere recuperato o dovrà essere definitivamente dismesso. Ma aspettare l'esito delle verifiche senza predisporre contestualmente un'alternativa sarebbe irresponsabile. La Provincia deve individuare subito una soluzione e rendere pubblico un piano operativo con tempi, interventi e risorse. Ed è proprio sulle risorse che emerge un'altra domanda pesante. La Provincia aveva a disposizione circa 5 milioni di euro di avanzo, ma ha scelto di distribuirli attraverso una spartizione di interventi che abbiamo contestato perché priva di una visione complessiva e delle necessarie priorità».

«Oggi, davanti a un'emergenza scolastica di questa portata, con quali risorse si pensa di finanziare la messa in sicurezza del "Carlo Troya" o un'eventuale soluzione alternativa? Quando abbiamo contestato quella distribuzione non lo facevamo per pregiudizio politico, ma perché un ente serio deve conservare capacità finanziaria per affrontare le vere emergenze. Ora l'emergenza è arrivata e il rischio è che, dopo aver distribuito milioni senza una programmazione lungimirante, non vi siano risorse immediatamente disponibili per garantire una scuola sicura».

«Non è questo il momento di celebrare processi politici. Le responsabilità saranno verificate successivamente, documenti alla mano. Non bastano comunicati rassicuranti, passerelle davanti ai cancelli o promesse generiche. Servono una sede, interventi rapidi, finanziamenti certi e un cronoprogramma pubblico. La sicurezza degli studenti viene prima di tutto. Subito dopo viene il loro diritto allo studio. La Provincia dica, senza altri rinvii, dove inizieranno le lezioni e con quali risorse affronterà questa emergenza», conclude.