venerdì 04 settembre 2026 06:00

Siccità: oliveti sotto assedio per caldo e acqua che non c'è

Irrigare diventa un lusso; alle stelle i costi per salvare il reddito aziendale, con le olive che diventano sempre più piccole e avvizzite

La siccità continua a colpire duramente gli oliveti pugliesi, aggravata da temperature ancora sopra la media anche a settembre e dalla carenza di precipitazioni, con olive piccole e avvizzite in alcuni areali, in una fase delicata per lo sviluppo e la maturazione del frutto. A denunciarlo è Coldiretti Puglia, che richiama l'attenzione sulla crescente difficoltà delle aziende agricole nel garantire l'acqua necessaria alle colture, come nel territorio di Bitonto e Palo del Colle, dove si registra anche la criticità del pozzo ARIF Campione, che dal 13 agosto funziona per sole 10 ore al giorno ed è in corso un intervento per il ripristino della piena funzionalità.

L'emergenza idrica non riguarda però soltanto la disponibilità immediata della risorsa, ma la capacità complessiva della Puglia di conservarla, distribuirla e renderla disponibile all'agricoltura. Le falde sono sottoposte a una pressione crescente – spiega Coldiretti Puglia - mentre le perdite lungo le reti e la carenza di adeguate infrastrutture di accumulo continuano a rappresentare un problema in un territorio che deve fare i conti con una disponibilità idrica sempre più incerta. In Puglia si disperde il 40,7% dell'acqua potabile immessa nella rete, pari a 106 litri per abitante al giorno, un dato che rende evidente quanto sia urgente intervenire sull'efficienza delle infrastrutture e sulla riduzione delle perdite.

A questo si aggiunge la crescente difficoltà degli agricoltori nel sostenere i costi dell'irrigazione. L'acqua diventa infatti sempre più costosa da portare nei campi – insiste Coldiretti Puglia - anche per il maggiore ricorso all'irrigazione di soccorso e all'emungimento dai pozzi, con un aggravio dei costi energetici legati al pompaggio e al gasolio. In diverse aree i pozzi artesiani sono in difficoltà e quelli alimentati da falde superficiali risultano progressivamente più vulnerabili alla scarsità di acqua.

Oggi in Italia viene trattenuto appena l'11% dell'acqua piovana e diventa quindi prioritario accelerare la realizzazione degli invasi e il recupero delle opere esistenti – conclude Coldiretti Puglia – accompagnando gli investimenti con interventi di manutenzione straordinaria delle reti irrigue e delle infrastrutture di bonifica. La Puglia non può permettersi di perdere acqua e, allo stesso tempo, chiedere agli agricoltori di sostenere costi sempre più elevati per poter irrigare. Servono infrastrutture, programmazione e investimenti per garantire acqua alle campagne e difendere il reddito delle imprese agricole.

Per Coldiretti Puglia è quindi necessario intervenire sull'intero sistema, dalla manutenzione e dall'ammodernamento delle reti irrigue e delle infrastrutture di bonifica alla realizzazione di nuovi invasi e al recupero delle opere esistenti, così da aumentare la capacità di accumulo e ridurre la vulnerabilità dell'agricoltura agli effetti del cambiamento climatico. L'obiettivo deve essere quello di trattenere l'acqua quando arriva, ridurre le dispersioni e renderla disponibile nei periodi di maggiore necessità, evitando che precipitazioni concentrate e sempre più intense si traducano in acqua persa anziché in una riserva per l'agricoltura.

Siamo davanti a una situazione che non può più essere sottovalutata – denuncia Coldiretti Puglia – perché la disponibilità di acqua è ormai una delle principali questioni per la tenuta delle imprese agricole. Gli agricoltori stanno affrontando una siccità sempre più prolungata, temperature elevate e costi di produzione crescenti, mentre anche il costo dell'acqua rappresenta una voce che pesa sui bilanci aziendali. In queste condizioni diventa sempre più difficile garantire la produzione e portare a casa quel reddito necessario per sopravvivere e continuare a fare impresa.