
Il giorno dopo il pesante 1-3 contro il Gravina non può che essere quello delle riflessioni in casa Fidelis Andria. Questa volta non c'è l'attenuante delle gambe ancora imballate dai carichi di lavoro del ritiro abruzzese di Montorio, e nemmeno una rocambolesca qualificazione al turno e successivo di Coppa Italia a mascherare quanto ancora non funziona a dovere nella squadra di Fabio De Sanzo.
Nulla di drammatico e irreversibile, intendiamoci, dopo solo una partita di campionato, anche perchè dodici mesi fa lo stesso Nardò di De Sanzo partì grosso modo alla stessa maniera salvo poi raggiungere a suon di ottime prestazioni un decisamente inaspettato piazzamento playoff.
A ciò si aggiunga inoltre il fatto che questo girone H di Serie D, a differenza delle annate passate, sembra non avere ai nastri di partenza corazzate schiacciasassi come il Barletta dell'anno scorso, il Casarano di due anni fa, o la Team Altamura del 2024.
Lo testimoniano gli stessi risultati del primo turno di campionato, a partire dal pesantissimo 1-4 incassato dal Brindisi in casa del brillantissimo Real Forio, squadra, non certo per immodestia, da noi annoverata tra le possibili sorprese del girone. E perchè no, anche dal pirotecnico 4-3 del big match tra Turris e Martina, che al netto dello spettacolo ha comunque fatto registrare l'evidenza di lacune da colmare da una parte e dall'altra.
Tra le big vince e convince soltanto il Bisceglie (2-0), ma al cospetto di un Nardò in evidente ritardo di condizione e preparazione.
Tutto questo in una prima giornata del girone H di Serie D insolitamente senza pareggi, e che oltre ai già citati successi di Gravina, Real Forio, Turris e Bisceglie, ha fatto registrare quelli della Virtus Francavilla (3-1 alla Palmese), del Francavilla in Sinni sull'Ischia (1-0), del Real Aversa sul Melfi (2-0), del Gladiator sul Manfredonia (2-1), e infine quello della Nocerina per 2-1 nel derby con l'Ebolitana.
Tornando però all'esame a freddo di Fidelis-Gravina, c'è però da analizzare quelli che sono ancora i ritardi nella squadra di De Sanzo, a partire dal reparto avanzato, dove al netto del primo gol stagionale di Musy Hernandez, elementi cardine come Ferraro e Umbaca sembrano ancora non essersi perfettamente integrati nei meccanismi della nuova Fidelis.
Lo stesso Gjonaj, che tra gli attaccanti ci era sembrato quello più in condizione, non ha certamente brillato come in altre recenti occasioni.
Da rivedere profondamente anche la fase difensiva, apparsa costantemente in affanno sulle imbucate centrali gravinesi dei vari Urso, Alba e Chiaradia, e spesso in difficoltà sulle marcature preventive al cospetto dello sgusciante e letale Qeros, e ancor più su di un vecchio animale da gol del girone H di Serie D come Domenico Santoro, che con il suo pressing e le sue sportellate ha tenuto in costante apprensione Ronchi, Cipolletta e Soldani.
Un po' meglio sono sembrate andare le cose a centrocampo, sia con le giocate di Tolomello (a nostro giudizio, il più positivo in casa Fidelis), sia con Bonavolontà, e poi ancora con il subentrante Tagliarino.
Stesso discorso sugli esterni si potrebbe fare anche per Allushaj, mentre decisamente rivedibile ci è sembrata la prestazione di Nicolao
Tuttavia, sempre a proposito della linea mediana andriese, alla luce della a nostro giudizio eccessiva libertà della quale ha goduto nel Gravina Urso, siamo sicuri che al momento questo centrocampo possa da un lato reggere le tre punte, e dall'altro garantire adeguata copertura a un reparto arretrato fisicamente poderoso che soffre in spazi larghi?
Tutte domande e problematiche alle quali mister De Sanzo deve poter trovare soluzione, come del resto ha già dimostrato di saper fare nel suo recentissimo passato.
