
50 autorizzazioni rilasciate dalla ZES ad Andria suscitano un mare di parole pro o contro, ma ancora nessuna vera analisi di ciò che accade davvero nella nostra economia, e di quello bisogna fare per dargli una svolta di qualità e sviluppo. Vediamo le cose e i fatti. Una indagine sui progetti reali, 34 su 50, porta a questi risultati:
La metà circa dei progetti sono ampiamenti o ristrutturazioni di attività esistenti (frantoi, aziende agricole, o piccole attività commerciali).
I nuovi insediamenti sono tutti di piccole dimensioni, e concentrati nel Piano per gli Insediamenti produttivi, le cui aree cominciano ad essere disponi bili dopo anni e anni. Unico investimento "esterno" è il Mac Donald. Non ci sono motivi ne' di trionfo ne' di catastrofismo. Si possono trarre alcune conclusioni:
- L'impatto occupazionale atteso appare complessivamente limitato e l'impatto territoriale contenuto, anche in ragione della concentrazione degli interventi nelle aree produttive già destinate all'insediamento.
- Non emerge un significativo fenomeno di attrazione di investimenti esterni: la dinamica osservata è essenzialmente endogena. Il sistema locale ha una sua vitalità che bisogna sostenere e potenziare.
- La capacità di investimento delle imprese già presenti e la capacità di un territorio di attrarre nuovi investimenti sono due cose diverse. La prima esiste e va sostenuta; la seconda va ancora costruita.
- opportunita' di insediamento con Infrastrutture, tutela ambientale e servizi avanzati che nessuna ZES potrà mai realizzare.
- iniziative proattive di attrazione di investimenti e di innovazione in campo ambientale, energetico, tecnologico
- Sostegni a centri di competenze e imprese innovative giovanili per fermare la emorragia di persone e saperi
- una rete territoriale per turismo, ambi ente e industria pubblica.
