mercoledì 23 settembre 2026 21:14

Lettera aperta del Collegio dei Docenti del Liceo "Nuzzi" di Andria

Richiesta urgente di interventi a tutela della salute, della sicurezza e del diritto allo studio

Il Collegio dei Docenti del Liceo "Riccardo Nuzzi" di Andria ha inviato una lettera aperta alla Dirigente scolastica, al Comune di Andria, alla Provincia di Barletta-Andria-Trani, ai Sindacati della scuola agli Enti ed Istituzioni competenti sui lavori nell'area adiacente al Liceo Scientifico "R. Nuzzi". Richiesta urgente di interventi a tutela della salute, della sicurezza e del diritto allo studio.

«Il Collegio dei Docenti del Liceo Scientifico "Riccardo Nuzzi" di Andria, riunito in data 8 giugno 2026, aveva già espresso profonda preoccupazione per i lavori in corso nell'area immediatamente adiacente all'edificio scolastico e per le possibili conseguenze sul regolare svolgimento delle attività didattiche, sulla sicurezza e sul benessere della popolazione scolastica.

Oggi, alla ripresa delle attività scolastiche, riteniamo necessario tornare pubblicamente sulla questione perché le criticità già evidenziate non solo persistono, ma risultano ulteriormente aggravate.

Il rumore prodotto dalle lavorazioni continua a essere particolarmente intenso e rende in numerose occasioni estremamente difficoltoso lo svolgimento delle lezioni. A questo si aggiunge una significativa presenza di polvere che interessa gli spazi circostanti l'istituto e rende sempre più problematico l'utilizzo degli ambienti esterni, per quanto limitatissimi, oltre all'evidente puzza dei gas di scarico provenienti dai mezzi.

Una situazione resa ancora più complessa dalle condizioni climatiche: le finestre delle aule non possono essere semplicemente chiuse per isolare gli studenti e i docenti dal rumore e dai gas, perché le temperature elevate rendono necessario garantire il ricambio d'aria e condizioni accettabili all'interno delle classi.

Ci troviamo, pertanto, davanti a una situazione paradossale: aprire le finestre significa esporre studenti e docenti a rumori molto forti, ai gas di scarico e alla polvere; tenerle chiuse significa rendere difficili le condizioni di permanenza nelle aule a causa del caldo.

A pagarne le conseguenze è innanzitutto la didattica.

Le attività all'aperto, che rappresentano una componente importante della proposta educativa e che consentono agli studenti di apprendere anche attraverso l'esperienza diretta, risultano praticamente azzerate, anche perché non sono state delimitate in maniera precisa le aree di cantiere. Allo stesso modo, vengono sacrificati percorsi laboratoriali e attività che necessitano di spazi adeguati, di concentrazione e di condizioni ambientali compatibili con l'apprendimento.

Una scuola non è fatta soltanto di aule e lezioni frontali: è anche laboratorio, movimento, relazione, esperienza, confronto e possibilità di utilizzare gli spazi che la circondano. Quando il contesto esterno impedisce tutto questo, a essere compromesso è il diritto degli studenti a vivere pienamente la propria esperienza scolastica.

A ciò si aggiungono le preoccupazioni già espresse in sede collegiale in relazione al progetto che prevede, nell'area immediatamente adiacente all'istituto, la realizzazione di uno spazio destinato al transito e alla sosta di numerosi autobus.

Infine, ci poniamo una domanda: in caso di emergenza, quale sarà l'area "sicura" in cui portare i nostri studenti? Il Decreto Legislativo 81/2008 disciplina specificatamente la sicurezza nei cantieri temporanei e impone di verificare che il piano di emergenza sia compatibile con l'area di cantiere e la presenza di mezzi pesanti. Nella nostra situazione, saranno sufficienti le vie di esodo, le uscite di sicurezza, gli spazi di raccolta per garantire la piena sicurezza in primis per gli oltre 800 studenti e per tutto il personale scolastico, in caso di emergenza?

Pur comprendendo l'importanza degli interventi di riqualificazione urbana e delle opere finanziate attraverso il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell'Abitare (PINQuA), riteniamo indispensabile che lo sviluppo infrastrutturale della città proceda nel pieno rispetto della salute, della sicurezza e delle esigenze di chi quotidianamente vive la scuola, diritti costituzionalmente garantiti e sicuramente prioritari rispetto alla viabilità.

In particolare, restano aperte le questioni relative a:

  • qualità dell'aria, alla luce del futuro transito e della sosta di numerosi autobus nelle immediate vicinanze delle aule;
  • inquinamento acustico, già oggi concretamente percepibile durante le attività didattiche;
  • impossibilità di utilizzo della pista di atletica, unico spazio all'esterno per le attività sportive, in quanto immediatamente a ridosso dell'area di cantiere delimitata esclusivamente da una semplice rete metallica;
  • sicurezza degli accessi, soprattutto in relazione al cancello posteriore in fase di predisposizione, che verrebbe a trovarsi a ridosso di un'area interessata dal passaggio di autobus e mezzi di grandi dimensioni su un rotatoria tangente i nostri spazi;
  • sicurezza strutturale dell'edificio, con particolare riferimento al plesso che affaccia su via Mozart, al cui piano inferiore è presente una piscina parzialmente realizzata. I profondi lavori di scavo nell'area circostante rappresentano un ulteriore elemento che riteniamo meritevole di attenta valutazione e monitoraggio, anche nell'ottica di preservare una struttura che, una volta completata, potrebbe rappresentare una risorsa importante per l'offerta formativa sportiva della città.

Il Collegio dei Docenti non intende mettere in discussione la necessità di migliorare e riqualificare gli spazi urbani. Al contrario, ritiene che una città che investe sul proprio futuro debba innanzitutto proteggere i luoghi nei quali quel futuro viene costruito ogni giorno: le scuole.

Per questo rivolgiamo un appello, per il tramite della nostra Dirigente scolastica, alla Provincia di Barletta-Andria-Trani, al Comune di Andria, ai sindacati e a tutte le istituzioni e gli enti competenti affinché venga effettuata una verifica urgente delle condizioni in cui si sta svolgendo l'attività scolastica, con particolare attenzione ai livelli di rumore, alla presenza di polveri, alla qualità dell'aria, alla sicurezza degli accessi e alla compatibilità delle lavorazioni con il regolare svolgimento delle lezioni.

Inoltre chiediamo di sapere ufficialmente a che punto sia il progetto di ampliamento scolastico del nostro Istituto e come esso possa mai essere compatibile con lo stato dei luoghi attuali, con spazi aperti pressoché annullati, che di fatto soffocano la nostra azione didattica nei soli ambienti interni, e quali siano le prospettive.

Il rispetto delle tempistiche legate ai finanziamenti e alla realizzazione delle opere è certamente importante, ma non può prescindere dalla tutela della salute, della sicurezza e del diritto allo studio.

La scuola deve poter continuare a essere un luogo nel quale si studia, si sperimenta, si fa laboratorio, si pratica attività sportiva, si sta insieme e si cresce; deve poter garantire agli studenti non soltanto un banco e una lezione, ma un ambiente sano, sicuro e adeguato all'apprendimento, come previsto dal Decreto Interministeriale 11 aprile 2013, che pone l'accento sulla flessibilità degli spazi, sulla necessità di prevedere aree esterne alberate, con luoghi di relax e di sosta per gli studenti, spazi a cielo aperto ecc.

Per questo il Collegio dei Docenti rinnova la propria disponibilità al dialogo e alla collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte, chiedendo però che alle preoccupazioni espresse dalla comunità scolastica seguano ascolto, verifiche concrete e interventi tempestivi.


Riqualificare una città significa prioritariamente prendersi cura delle persone che la abiteranno domani: e quelle persone, oggi, siedono sui banchi del Liceo Scientifico "R. Nuzzi"
», così conclude la nota del Collegio dei Docenti del Liceo Scientifico "Riccardo Nuzzi".