
"Prendiamo atto, con il rispetto dovuto alle istituzioni e alla magistratura, della sentenza con cui ieri la Corte di Cassazione ha chiuso definitivamente il procedimento penale per lo scontro ferroviario tra Andria e Corato, che il 12 luglio 2016 costò la vita a 23 persone e ferì decine di nostri concittadini. Le sentenze si rispettano. Ma il rispetto non ci impone il silenzio su una conclusione che molti, a cominciare dai familiari delle vittime, faticano ad accettare. Al termine di dieci anni di processi, a rispondere sono soltanto due lavoratori. Non intendiamo sminuire le loro responsabilità, accertate in tutti i gradi di giudizio. Ma è difficile considerare giusto un esito in cui il peso di quella tragedia ricade solo su chi operava in prima linea, dentro un sistema che gli stessi lavoratori non avevano scelto", sottolinea il Gruppo politico e consiliare Per Andria Bene in Comune
Quella tratta funzionava ancora con il blocco telefonico, un sistema superato che affidava la sicurezza di centinaia di pendolari a una comunicazione tra due stazioni. Che quel sistema fosse all'epoca ancora consentito dalle norme non basta a chiudere la questione. La sicurezza non si misura sul minimo richiesto, ma su ciò che è giusto garantire a chi ogni giorno sale su un treno. Per anni i pendolari hanno pagato regolarmente il proprio biglietto, senza che a quella fiducia corrispondessero gli investimenti necessari sulla linea. L'ammodernamento è arrivato soltanto dopo la strage, grazie a ingenti risorse pubbliche affidate allo stesso gestore che, anche con mezzi propri, avrebbe potuto intervenire ben prima. Una risposta tardiva, pagata al prezzo di 23 vite e di anni in cui il nostro territorio è rimasto senza collegamento ferroviario, con disagi e costi pesantissimi per studenti, lavoratori e famiglie. Per questo riteniamo doveroso affermare, sul piano politico e morale, una verità semplice: la sicurezza di un servizio pubblico è responsabilità di chi lo organizza e lo gestisce, non solo di chi lo esegue. Restiamo accanto ai familiari delle vittime, che in questi anni hanno chiesto verità con dignità e compostezza. A loro va il nostro impegno: che la memoria del 12 luglio continui a tradursi in vigilanza costante sulla sicurezza di chi mette ogni giorno la propria vita nelle mani di chi gestisce un servizio che - siamo sempre più convinti - dovrebbe tornare ad essere pubblico, da tutti i punti di vista", conclude Per Andria Bene in Comune.
