martedì 13 ottobre 2026 07:00 Riccardo Di Pietro

Vernissage degli artisti Gino Pomo e Maria Giulia Tannoia

Al Centro culturale della Parrocchia Gesù Crocifisso di Andria una bipersonale tra natura, memoria e identità

Sarà inaugurata venerdì 16 ottobre alle ore 20.30, presso il Centro culturale della Parrocchia Gesù Crocifisso di Andria, la bipersonale degli artisti Gino Pomo e Maria Giulia Tannoia, in programma dal 16 al 18 e dal 23 al 25 ottobre.

L'esposizione rappresenta una novità per la comunità parrocchiale: per la prima volta, infatti, gli spazi del Centro culturale accolgono una rassegna dedicata all'arte, dando vita a un progetto nel quale cultura, socialità e sensibilità artistica si incontrano. L'iniziativa nasce all'interno della stessa comunità della Parrocchia Gesù Crocifisso, alla quale sono legati gli artisti e le persone coinvolte nell'organizzazione.

Protagonista della rassegna è Maria Giulia Tannoia, conosciuta per la sua originale ricerca nel campo dei colori naturali. L'artista recupera un'antica tecnica attraverso la quale imprime sui tessuti le forme, le tracce e i pigmenti ricavati dalle piante. La natura, dunque, non costituisce soltanto una fonte d'ispirazione, ma diviene materia stessa dell'opera.
Dalla raccolta delle foglie alla loro selezione, lavorazione ed elaborazione, ogni fase del processo è affidata alla manualità dell'artista. Un procedimento paziente, nel quale il gesto creativo si intreccia con i ritmi della natura e restituisce alla materia vegetale una nuova possibilità espressiva.

A dialogare con questa ricerca saranno le opere di Gino Pomo, pittore e scrittore, che presenterà una serie di dipinti dedicati alle mani, rappresentate come simbolo dell'evoluzione dell'uomo, della sua capacità di agire, creare e trasformare la realtà.
È proprio la centralità della manualità a costituire uno dei principali punti di contatto tra i due percorsi artistici: la mano di Tannoia raccoglie e trasforma gli elementi naturali; quella raffigurata da Pomo diviene metafora dell'uomo, della sua storia e della sua evoluzione. Un dialogo già consolidato, che ha visto i due artisti condividere esperienze espositive alla Biennale di Trani, oltre che in occasione di rassegne a Parigi e Napoli.

La mostra assume inoltre un particolare valore sul piano della solidarietà. Pomo, che nella propria esperienza artistica non ha mai fatto della vendita dei suoi quadri una finalità, intende legare questa esposizione a un progetto rivolto ai bambini di Gaza. L'artista auspica di poter coinvolgere Caritas Nazionale ed Emergency, con l'obiettivo di trasformare l'arte in un concreto strumento di aiuto e di sensibilizzazione, confidando nella partecipazione e nella sensibilità della comunità andriese.

Un dialogo tra passato e presente
Pur nella diversità dei linguaggi e delle tecniche, le opere dei due artisti sono attraversate da un medesimo filo conduttore: uno sguardo rivolto al passato che diventa, in realtà, un'indagine sul presente.
In una contemporaneità sempre più accelerata, la memoria assume un valore particolare. Può rappresentare un rifugio per l'individuo, ma anche una forma di difesa dell'identità, un luogo interiore nel quale custodire esperienze, emozioni e appartenenze.
Colori, forme, materia e impronte diventano così elementi di connessione e trasformazione. Le opere evocano una nostalgia mai fine a se stessa, accompagnata dalla consapevolezza che quelle immagini e quei segni appartengono profondamente alla nostra esperienza e finiscono per sedimentarsi nella memoria, lasciando tracce durature.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso un linguaggio figurativo raffinato e incisivo, sostenuto da tecniche differenti: dall'olio all'acrilico, fino a procedimenti più sperimentali legati alla lavorazione degli elementi naturali e alla bollitura dell'acqua. Una pluralità di tecniche che diventa parte integrante della ricerca e accompagna il visitatore in una riflessione sulla natura, sul tempo, sulla caducità dell'esistenza, sull'identità e sul senso di appartenenza.
Le opere invitano così a soffermarsi su ciò che rimane e su ciò che muta, sulla relazione tra l'uomo e la natura, tra memoria individuale e memoria collettiva. L'arte diviene uno spazio nel quale osservare la realtà da una prospettiva diversa e, attraverso essa, interrogarsi anche sulla propria esperienza.
Particolare merito va riconosciuto a don Cosimo Sgaramella, parroco della Parrocchia Gesù Crocifisso, per aver dimostrato sensibilità e lungimiranza nell'accogliere una manifestazione artistica all'interno degli spazi della comunità.
L'arte visiva, infatti, è un linguaggio capace di oltrepassare i confini della semplice contemplazione estetica: apre le menti, favorisce il confronto, genera dialogo e consente di avvicinarsi al bello attraverso prospettive nuove.

Con questa prima esposizione, il Centro culturale della Parrocchia Gesù Crocifisso inaugura dunque un percorso nel quale arte, cultura, memoria e solidarietà possono convivere e diventare occasione di incontro.
La bipersonale di Gino Pomo e Maria Giulia Tannoia si propone, infine, come un invito a rallentare lo sguardo e a lasciarsi interrogare dalle opere: perché, talvolta, è proprio tornando alle tracce del passato che possiamo comprendere con maggiore consapevolezza il presente e ciò che, nel profondo, ci appartiene.