giovedì 15 ottobre 2026 07:20

Emergenza idrica in Italia, Miscioscia: "Servono investimenti strutturali e una gestione sostenibile dell’acqua"

FareAmbiente richiama l’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali sulla necessità di interventi urgenti e investimenti strategici

"La crescente scarsità d'acqua aggravata dai cambiamenti climatici, dalla riduzione delle precipitazioni e dallo scioglimento dei ghiacciai, rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza del nostro Paese, la competitività economica, l'agricoltura e il fabbisogno idrico della popolazione", sottolinea il responsabile Dipartimento Agricoltura di FareAmbiente, il dott. Benedetto Miscioscia.

"A farci maggiormente preoccupare è il rapporto dell'Istituto Universitario dell'acqua, l'ambiente e la salute delle Nazioni Unite (UNI-INWEH) dal quale si evince che il mondo è entrato nell'era della "bancarotta idrica globale", ovvero le condizione in cui, in molte aree del mondo, si utilizza l'acqua più velocemente di quanto i sistemi naturali riescano a rigenerarla, arrivando a compromettere anche le riserve che la accumulano e la rendono disponibile nel tempo, come falde, laghi, zone umide e ghiacciai. Un fenomeno di cui esistono già segnali concreti rivelati dalla circostanza che il 70% dei principali acquiferi del mondo mostra un calo a lungo termine. Lo studio rivela come alcuni sistemi idrici stanno perdendo la capacità di tornare alle condizioni del passato. Una situazione che si verifica quando i prelievi di acqua superficiale e sotterranea superano in modo persistente la capacità di rinnovo delle risorse idriche, fino a provocare danni difficilmente recuperabili. In Italia, il problema è aggravato dalle ingenti perdite delle reti di distribuzione: secondo i dati ISTAT del 2024, viene disperso il 42,4% dell'acqua potabile immessa nelle reti che, se recuperata, potrebbe soddisfare le esigenze idriche di oltre 43 milioni di persone per un intero anno. Una situazione paradossale, soprattutto considerando che alcune comunità, in particolare in Sicilia, continuano a subire gravi disservizi nell'erogazione idrica. A questo si aggiunga anche la particolare circostanza che in Italia, paradossalmente, come si rileva dallo studio di Coldiretti, si riesce a trattenere appena l'11% di acqua piovana, del tutto insufficiente di fronte a periodi di siccità sempre più frequenti e intensi.
Le prospettive future sono altrettanto preoccupanti se si considerano i risultati preliminari del progetto IT WATER che indicano una significativa riduzione delle risorse idriche legate a neve e ghiacciai entro il 2070, con conseguenze rilevanti sulla disponibilità d'acqua, soprattutto durante la stagione irrigua. A livello globale, inoltre, il fenomeno della cosiddetta "bancarotta idrica" evidenzia come in molte aree del mondo i consumi superino la capacità naturale di rigenerazione delle risorse.
Di fronte a questo scenario, FareAmbiente richiama l'attenzione delle istituzioni nazionali e regionali sulla necessità di interventi urgenti e investimenti strategici, così come rivendica anche la Coldiretti tra cui:
  • la realizzazione di un Piano Nazionale degli invasi e dei bacini di raccolta e laminazione, anche dotati di sistemi di pompaggio per la produzione di energia rinnovabile;
  • la modernizzazione delle reti idriche per ridurre drasticamente le gravi perdite;
  • il potenziamento degli impianti di depurazione e il riutilizzo delle acque reflue per scopi irrigui e industriali;
  • una gestione più efficiente e sostenibile delle risorse idriche, con tempi certi per la realizzazione degli interventi infrastrutturali delle reti irrigue.
Esperienze come quella israeliana dimostrano le potenzialità del recupero e del riutilizzo delle acque reflue depurate reimpiegate per l'irrigazione agricola, permettendo di coltivare anche in aree desertiche come il Negev. Parallelamente, la crescente domanda della disponibilità idrica legata all'innovazione tecnologica e ai data center rende ancora più urgente una pianificazione strategica e lungimirante. Ma la vera ipocrisia di questa realtà la raggiungiamo quando il 22 marzo di ogni anno "autocelebriamo" la Giornata Mondiale dell'Acqua (World Water Day), allo scopo di focalizzare ogni attenzione su un tema specifico legato all'emergenza idrica nel mondo. Una giornata che dovrebbe mirare a sensibilizzare governi nazionali e regionali oltre ai cittadini sull'importanza che riveste l'acqua e promuovere una gestione sostenibile delle risorse idriche, tenuto conto che la disponibilità di acqua dolce sul nostro pianeta, attualmente, rappresenta il 3% della massa d'acqua complessiva, consci del fatto che l'agricoltura come comparto produttivo assorbe, a livello mondiale, circa il 70% con tutte le implicazioni che questo consumo determina. Per queste ragioni, per Fare Ambiente la tutela dell'acqua deve diventare una priorità nazionale. Investire oggi nella raccolta, nel recupero e nell'uso efficiente delle risorse idriche significa contrastare la siccità e la desertificazione, tutelare l'agricoltura, garantire l'approvvigionamento potabile e salvaguardare il futuro delle comunità e del sistema produttivo italiano", conclude il responsabile Dipartimento AgricolturaDott. Benedetto Miscioscia.