
Nessun disordine, ma una forte adesione di piazza. È con queste modalità che la comunità di Andria è scesa in strada per protestare contro l'ondata di rincari che sta mettendo a rischio la tenuta economica del territorio. Il corteo, partito da Largo Torneo e snodatosi lungo le vie principali della città, ha visto la partecipazione unita di agricoltori, autotrasportatori, commercianti, ambulanti e famiglie.
«Siamo allo stremo: carburante e trasporti sono arrivati a cifre insostenibili», spiega al microfono uno degli autotrasportatori in testa al corteo. «Chiediamo una svolta immediata con il taglio dei prezzi dei carburanti e una revisione strutturale delle accise».
L'impatto della crisi colpisce in modo particolare i settori chiave dell'economia locale. Gli imprenditori agricoli denunciano rincari tra il 60% e il 70% su fertilizzanti e materie prime, a cui si aggiunge il raddoppio dei costi energetici. A sfilare insieme alle categorie produttive ci sono anche molti giovani e piccoli imprenditori. «Negli ultimi anni abbiamo investito anche 80-90 mila euro per acquistare macchinari o terreni, aprendo mutui a lungo termine», racconta un giovane agricoltore di 26 anni. «Oggi, con questi costi di produzione, lavorare significa andare in perdita. L'incertezza per il futuro è totale».
Tra le richieste sollevate con maggior forza dai cittadini e dalle categorie economiche emerge anche il tema della pressione fiscale locale: in virtù del generale aumento del costo della vita, in molti chiedono a gran voce una riduzione della TARI. L'auspicio della piazza è che sia proprio la sindaca Giovanna Bruno a compiere il primo passo concreto, rivedendo una tassazione comunale ritenuta altissima.
Alla mobilitazione hanno preso parte anche i rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui i sindaci di Trani e Bisceglie, insieme alla sindaca di Andria, Giovanna Bruno. La prima cittadina ha sottolineato l'importanza di portare le istanze del territorio ai tavoli di confronto regionali e nazionali con una voce unita, definendo la manifestazione un punto di partenza per sollecitare interventi governativi urgenti.
Il corteo si è concluso in Piazza Catuma con gli interventi dal palco e la presenza del vescovo della diocesi, Monsignor Luigi Mansi, che ha espresso vicinanza ai lavoratori e alle famiglie colpite dalla crisi sostenendo l'esigenza di risposte e tutele adeguate.
Il momento centrale della manifestazione è stato la lettura di un documento programmatico basato sulla creazione di un "Patto Sociale di Comunità". L'obiettivo dichiarato dai promotori è fare rete con i comuni vicini – tra cui Corato, Canosa e Cerignola, già teatro di analoghe proteste nei giorni scorsi – per presentare un fronte compatto nei futuri incontri con la Regione Puglia e il Governo. Mentre la piazza si svuota, le sigle organizzatrici e i comitati cittadini sono già al lavoro per calendarizzare i prossimi tavoli tecnici.









