venerdì 06 novembre 2026 16:22

Dirigentiscuola Puglia, grande partecipazione alle cinque assemblee territoriali

Al centro l’adeguamento degli stipendi e la dignità professionale dei dirigenti scolastici

Oltre duecento iscritti in Puglia e una partecipazione significativa nelle cinque tappe provinciali. Il presidente Puglia, Annese: «Non rivendichiamo soltanto un adeguamento economico, ma il riconoscimento sociale e professionale di una categoria sottoposta a responsabilità sempre più gravose».
Cinque le tappe che hanno coinvolto i dirigenti scolastici delle province di Lecce-Brindisi, Foggia, Taranto, Bari e BAT. A Bari e Foggia si è segnalata la presenza del presidente nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta, che ha rappresentato plasticamente, davanti a molti dirigenti scolastici, soci e non soci, la delicata fase che sta vivendo da diversi anni la professione: "Fare il dirigente scolastico oggi – ha sottolineato – è molto più complicato che in passato. A fronte di responsabilità crescenti, pressioni da personale e famiglie, vessazioni dall'amministrazione, intimidazioni e un clima di crescente aggressività, siamo sempre meno tutelati e retribuiti meno dell'ultimo dei dirigenti amministrativi. Non si può stare tranquilli e svolgere con serenità un lavoro fondamentale per il presente e il futuro del Paese. E' ora che la categoria si svegli e rivendichi ciò che le spetta". Sono intervenuti anche il vicepresidente Puglia Francesco Nuzzaci, responsabile contenzioso dell'Associazione, e gli altri presidente provinciali: Fernando Simone (Lecce), Stefania Metrangolo (Brindisi), Roberta Procaccini (Foggia), Paolo Farina (Bat), Marilena Massa (Bari) e Fabio Grimaldi (Taranto).

Particolarmente significativa l'ultima assemblea che si è svolta il 5 novembre ad Andria, nella sede del CPIA "Gino Strada" alla quale hanno preso parte il presidente regionale Puglia e vicepresidente nazionale Dirigentiscuola Pasquale Annese, il presidente provinciale BAT Farina e il dirigente dell'ambito territoriale Domenico Pignotti.
Fil rouge è stata la perequazione retributiva dei dirigenti scolastici rispetto agli altri dirigenti pubblici di pari fascia, a partire da quelli del MIM. Il presidente regionale Annese ha illustrato il divario retributivo esistente tra categorie dirigenziali di fatto equiparabili, salvo il fatto che il DS ha responsabilità enormi rispetto a qualsiasi altro dirigente pubblico. Una disparità che, secondo Dirigentiscuola, non trova giustificazione nella complessità delle funzioni svolte e nel livello di responsabilità attribuito ai dirigenti scolastici: un ruolo che non si esaurisce nella dimensione didattica, ma comporta una mole di adempimenti amministrativi, gestionali e contabili, oltre a responsabilità civili, erariali e penali. Una questione sulla quale Dirigentiscuola ha più volte sollecitato anche i vertici del Ministero dell'Istruzione e del Merito e il Governo interloquendo in particolare con i Ministri Giancarlo Giorgetti e Paolo Zangrillo. Sollecitazioni che, ad oggi, non hanno ancora ricevuto risposte concrete.

Per Annese si tratta di "una battaglia per il riconoscimento sociale della dignità di una categoria professionale che oggi si trova a presidiare contemporaneamente mille fronti: dalla didattica all'amministrazione, dalla sicurezza alla privacy, con responsabilità civili, amministrativo-contabili e penali che non trovano riscontro, per ampiezza e complessità, in altre categorie dirigenziali".
Si è discusso anche delle numerose criticità che caratterizzano l'esercizio quotidiano della funzione dirigenziale. Particolare attenzione è stata riservata alla gestione delle sedute degli organi collegiali in modalità telematica, all'organizzazione delle visite guidate e dei viaggi d'istruzione.
Nel corso del ciclo di incontri è emerso un quadro professionale particolarmente complesso, nel quale i dirigenti si trovano quotidianamente a gestire tensioni crescenti con le famiglie, responsabilità sempre più estese e una mole di adempimenti che spesso sottrae tempo ed energie alla funzione educativa e didattica. A questo si aggiunge la difficoltà di gestire risorse umane non sempre adeguatamente qualificate, assegnate alle istituzioni scolastiche attraverso procedure di graduatoria, senza effettivi criteri meritocratici e senza che il dirigente scolastico disponga di concreti margini decisionali nella scelta e nell'organizzazione del personale.