venerdì 06 novembre 2026 19:56

"La pace non può essere una parola di comodo": solidarietà alla Sindaca Giovanna Bruno

"Chi si alza e lascia una stanza quando si pronuncia la parola genocidio non cancella la realtà. E soprattutto non contribuisce a fermarla"

Una nota a firma di tutte le forze politiche che sorreggono l'Amministrazione guidata dalla Sindaca Giovanna Bruno, dopo la vicenda accaduta a Milano, nel corso della conferenza dei «Sindaci per la Pace».

"Esprimiamo piena solidarietà alla sindaca di Andria, Giovanna Bruno, per quanto accaduto a Milano durante l'incontro dei «Sindaci per la Pace», quando alcuni esponenti della comunità ebraica milanese hanno abbandonato la sala nel momento in cui, nel suo intervento, ha fatto riferimento al genocidio in corso a Gaza.
C'è un particolare che merita di essere sottolineato. In quindici minuti di discorso, Giovanna Bruno ha parlato di pace sociale, dell'ulivo come simbolo universale di pace, dei bambini innocenti che pagano il prezzo di tutte le guerre. Ha ricordato anche le iniziative promosse dalla città di Andria, dove cuochi israeliani e palestinesi si sono ritrovati recentemente a cucinare insieme, dimostrando che il dialogo, la convivenza e la possibilità di riconoscersi nell'altro non sono utopie, ma pratiche da costruire ogni giorno.
Ebbene, di fronte a quindici minuti dedicati alla pace, sono bastati pochi secondi, una citazione della tragedia di Gaza e soprattutto una parola - genocidio - per suscitare l'indignazione e provocare l'abbandono della sala da parte di alcuni rappresentanti della comunità ebraica milanese.
Viene da chiedersi quale idea di pace si voglia difendere quando si è disposti ad ascoltarla soltanto a condizione che non nomini le ingiustizie. Perché una pace che non sa riconoscere le vittime, che pretende di essere imparziale di fronte alla disumanizzazione, rischia di diventare soltanto un modo elegante per non prendere posizione. E, peggio ancora, per lasciare che la legge del più forte continui a prevalere".

"Lo aveva detto Nelson Mandela: «Se sei neutrale in situazioni di ingiustizia, hai scelto la parte dell'oppressore».
Nessuno dimentica l'orrore degli attacchi terroristici del 7 ottobre, la barbarie delle uccisioni e il dolore delle famiglie israeliane. Ma nessuno di fronte a questo può arrogarsi una licenza illimitata di uccidere. E ancora, nessuno oggi può sostenere, se non in malafede, che quello che è accaduto e accade a Gaza, con un bilancio di vittime che comprende oltre 20 mila bambini, sia autodifesa. Non esiste alcuna proporzione, alcuna giustificazione, alcuna ragione di sicurezza che possa rendere accettabile una simile devastazione.
Siamo fieri che la sindaca che rappresenta la nostra comunità abbia avuto il coraggio e la lucidità di usare quella parola. Perché siamo abituati a chiamare le cose con il loro nome anche quando sarebbe più facile scegliere formule rassicuranti e parole che non disturbano nessuno.
Noi siamo della scuola di don Tonino Bello, che diceva che «chi ama la pace non ha paura di dire come stanno le cose, anche quando le sue parole rovinano la digestione dei potenti». In questo conflitto il potente è Israele. La comunità ebraica merita rispetto, certo, come ogni comunità. Ma il rispetto non può trasformarsi nell'obbligo di tacere davanti a una tragedia umana, né può diventare uno scudo contro la critica alle scelte del governo israeliano.
Coloro non vogliono vedere la realtà possono lasciare tutte le stanze in cui viene pronunciata la parola genocidio. Possono sottrarsi a ogni confronto, voltare le spalle a chi la pronuncia, indignarsi per il suo uso. Ma non servirà a cancellarla. Perché quella parola continuerà a raggiungerli ovunque si trovino, finché non faranno tutto ciò che è in loro potere per fermare ciò che quella parola racconta. E non ci sarà stanza abbastanza grande, né silenzio abbastanza profondo, per metterla a tacere", conclude la nota delle forze politiche del centrosinistra andriese.